mercoledì 21 giugno 2017

Sud Sudan
Dalle sanguinose violenze nel Sud Sudan. Un milione di bambini in fuga
L'Osservatore Romano
Sempre più gravi le notizie che provengono dal martoriato Sud Sudan, alle prese da quasi quattro anni con un sanguinoso conflitto.
A causa delle violenze senza sosta tra fazioni rivali, la nazione più giovane del mondo è al momento uno dei paesi con i livelli più alti di migrazioni forzate. Ma la grave crisi dei rifugiati sudsudanesi riguarda soprattutto i bambini. Da quando sono cominciate le violenze (dicembre 2013), oltre 1,8 milioni di persone — un milione delle quali bambini — sono scappate nei paesi vicini (Uganda. Kenyia ed Etiopia).
«Oltre un milione di bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case in Sud Sudan, spesso tra terribili violenze», ha dichiarato Leila Pakkala, direttore regionale dell’Unicef — il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia — per l’Africa orientale e meridionale. «Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, questi bambini sono accolti nei paesi vicini, ma nonostante i grandi sforzi su più fronti, i sistemi in questi paesi sono ampiamente sotto pressione», ha aggiunto.
In solo un anno la popolazione di rifugiati in Uganda è più che raddoppiata, passando da 500.000 a oltre 1,2 milioni, diventando così il paese con il più rapido aumento di rifugiati al mondo. Sono infatti circa 2000 i rifugiati che in media ogni giorno, negli ultimi undici mesi, sono arrivati in Uganda dal Sud Sudan. A metà 2016, l’Uganda era l’ottavo paese al mondo per numero di rifugiati ospitati, oggi è il terzo, dopo Turchia e Pakistan.
L'Osservatore Romano, 21-22 giugno2017