giovedì 1 giugno 2017

Stati Uniti
Potrebbe sfamare l’84 per cento della popolazione mondiale. Il cibo sprecato negli Stati Uniti
L'Osservatore Romano
Gli Stati Uniti buttano una quantità di cibo che da sola basterebbe a sfamare l’84 per cento della popolazione mondiale. I connazionali di Donald Trump tendono ogni anno a non consumare circa il 40 per cento degli alimenti che comprano. Si parla di milioni di tonnellate di cibo.
Questa sconcertante realtà è stata fotografata e denunciata in uno studio realizzato da Roni Neff, ricercatore alla Johns Hopkins University. Lo spreco alimentare è «un problema molto serio: stiamo buttando via tanti soldi e risorse che potrebbero rendere la nostra vita migliore» ha commentato Neff in un’intervista rilasciata al quotidiano americano «Usa Today». Il risvolto etico è ancora più evidente se si pensa che per una fetta di persone che compra più di quello che mangia, ci sono quaranta milioni di americani che non hanno accesso a una quantità di cibo sufficiente al sostentamento. I dati parlano addirittura di 43 milioni di americani che, pur avendo un lavoro regolare, riescono a sopravvivere solo grazie ai sussidi statali. Secondo il ricercatore della John Hopkins, una parte del problema è da rintracciare nell’incapacità di molti statunitensi di capire quando un alimento si può mangiare o è scaduto: la maggior parte infatti butta il cibo non perché sia effettivamente andato a male, ma perché quella è la percezione. Una percezione sbagliata in molti casi.
Questa realtà, tuttavia, non lascia indifferenti gli americani, che anzi hanno raccontato di essere preoccupati da tutti gli sprechi di cibo e di guardare con ottimismo a ogni iniziativa volta ad affrontare il problema. Stesso interesse da parte dell’amministrazione federale, che più volte si è posta come obiettivo nazionale quello di tagliare lo spreco di cibo del cinquanta per cento entro il 2030.
L'Osservatore Romano, 1-2 giugno 2017