giovedì 22 giugno 2017

Spagna
Martin Junge sui passi avanti del dialogo. Nuovo clima tra i cristiani
L'Osservatore Romano
«Oggi raccogliamo i frutti del dialogo teologico degli ultimi decenni», nei quali sono stati compiuti più passi in avanti che in tutti i secoli passati: intervistato da «Alfa y Omega», settimanale cattolico spagnolo, durante la sua partecipazione al congresso di teologia ecumenica svoltosi nei giorni scorsi alla Pontificia università di Salamanca, il segretario generale della Federazione luterana mondiale, reverendo Martin Junge, ha confermato il «nuovo clima» tra le Chiese cristiane che si manifesta soprattutto nello sforzo di «rileggere la storia in un altro modo».
Pur consapevoli della persistenza di grandi differenze di opinione — sulla successione apostolica, sul concetto dei sacramenti (in particolare dell’eucaristia) e su questioni più recenti quali l’ordinazione delle donne — la volontà espressa dalla Commissione luterana-cattolica romana sull’unità attraverso il documento Dal conflitto alla comunione esorta a non abbattersi di fronte agli ostacoli e a proseguire il cammino intrapreso. La ricerca dell’unità si va interiorizzando «nel quotidiano delle nostre Chiese, cosa che osservo con molta gioia», assicura Junge. «Sappiamo che il nostro passato ha pagine molto dolorose, ma oggi possiamo interpretarle in maniera diversa», aggiunge, riconoscendo il ruolo di «leadership ecumenica» di Papa Francesco, esercitato «in continuità con i suoi predecessori». Ecco allora che la celebrazione comune del cinquecentesimo anniversario dell’inizio della Riforma protestante «lancia un segnale forte che è il momento di lasciarsi dietro il conflitto e aprirsi alla comunione che Dio ci promette».
Secondo il segretario generale della Federazione luterana mondiale, «ci sono ragioni molto profonde che ci spingono al cammino verso l’unità e, in tal senso, il dialogo teologico è imprescindibile». Dialogo che sta avvenendo fra le stesse comunità riformate (delle quali i luterani rappresentano i maggiori portavoce) in modo da attrarre anche quei gruppi finora restati ai margini di questo processo, come i pentecostali, intensificando i contatti.
Nel frattempo, il 5 luglio, a Wittenberg (la città tedesca in cui Martin Lutero nel 1517 diffuse le sue famose tesi), la Comunione riformata mondiale aderirà alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, sottoscritta da cattolici e luterani nel 1999 ad Augusta risolvendo la principale controversia teologica che diede origine allo scisma. Al documento ha già aderito, nel 2006, il Consiglio mondiale metodista, mentre, nel 2016, anche il Consiglio consultivo anglicano «ha accolto e confermato la sostanza» della dichiarazione.

L'Osservatore Romano, 22-23 giugno 2017