venerdì 9 giugno 2017

Repubblica Dominicana
I vescovi dominicani sulla difesa della vita nel nuovo codice. Un passo importante
L'Osservatore Romano
La Conferenza episcopale dominicana (Ced) ha ringraziato il senato per aver ratificato il codice penale — già approvato in precedenza dal congresso nel dicembre dello scorso anno — che difende la vita nascente. In una dichiarazione, i vescovi si sono congratulati con i membri del congresso: «Siamo consapevoli che con questo processo il paese ha compiuto un importante passo in avanti nel raggiungimento di un codice penale che preveda meccanismi adeguati di prevenzione, persecuzione e punizione di crimini e delitti che garantiscano la sicurezza e la tutela dei diritti dei cittadini, di fronte all’attuale realtà sociale».
Nel dicembre del 2016 il presidente Danilo Medina si era impegnato affinché il codice penale legalizzasse l’aborto solo in casi eccezionali, cioè quando la vita della madre è in pericolo, quando la gravidanza è il risultato di stupro o incesto o quando si stabilisce clinicamente che il feto ha una malformazione che rende difficile la vita del nascituro.
I vescovi hanno sottolineato il senso di coerenza e difesa della costituzione con cui i senatori hanno difeso la vita: «La democrazia dominicana si è rafforzata, esercitandosi nell’indipendenza dei poteri dello stato. Il potere legislativo ha funzionato come ci si aspetta da una democrazia matura, essendo fedele al popolo, legiferando per il bene più grande e proteggendo i più deboli. L’episcopato dominicano, inoltre, ha apprezzato l’atteggiamento del presidente della Repubblica di non aver condizionato la libertà dei congressisti affinché agissero in coscienza e con fedeltà alla costituzione. La nazione ha dato un segnale forte per la difesa della vita come valore inviolabile e come fondamento della società e delle sue leggi. Il nostro paese deve essere disposto a utilizzare tutti i mezzi scientifici e tecnici disponibili per cercare sempre di salvare due vite: quella della madre e quella del bambino, per quanto possibile. Ai nostri senatori esprimiamo profonda gratitudine della Chiesa e della gente. Anche se adesso riceveranno qualche critica, la storia li ricompenserà, perché hanno difeso quanti non hanno voce, e hanno dimostrato la grandezza della nostra nazione espressa nella sua tutela dei più deboli».
In numerose occasioni, i vescovi dominicani hanno ribadito quanto sia importante la creazione di «un’autentica cultura del diritto», radicata nell’impegno di tutti nella «difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale» e lontana dalla rivendicazione di «diritti individuali a scapito di quelli universali».

L'Osservatore Romano, 8-9 giugno 2017