martedì 27 giugno 2017

Repubblica Centrafricana
L'arcivescovo di Bangui nega di aver firmato l'accordo della Comunità di Sant'Egidio per la pace in Centrafrica
(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) L'arcivescovo di Bangui, il cardinale Dieudonné Nzapalainga, in una nota diffusa il 22 giugno scorso ha comunicato di non aver mai firmato l'accordo per la pace nella Repubblica Centrafricana patrocinato dalla Comunità di Sant'Egidio e siglato a Roma lunedì 19. Secondo quanto riportato da La Croix il porporato ha rilasciato un breve dichiarazione in cui si afferma che né lui, né un suo inviato abbiano mai firmato tale accordo politico, smentendo quindi il titolo di "rappresentante del cardinal Nzapalainga" di cui si fregia la firma di un certo Godefroy Mokamanede.
L'arcivescovo ha quindi aggiunto di «non aver incaricato alcuna persona che lo rappresentasse e che lo impegnasse a suo nome, né a titolo personale, né come presidente della CECA (Conferenza Episcopale Centrafricana), né come membro fondatore della Piattaforma delle confessioni religiose» (che, assieme a quello cattolico, riunisce un rappresentante musulmano e luterano attorno a un tavolo di dialogo per la pace NdR)
Il cardinale Nzapalainga riconosce l'importanza di tutti gli sforzi compiuti per la ricerca della pace «e della coesione sociale» nella Repubblica Centrafricana ma agli inviati de La Croix ha denunciato alcune lacune del testo pubblicato «che è una porta aperta per l'impunità degli autori delle violenze». 
Il testo prevede un cessate il fuoco immediato; al termine di tre giorni e tre notti di lavoro i suoi firmatari - numerosi gruppi politico-militari del paese e gli inviati del presidente della Repubblica Faustin-Archange Touadéra - si sono messi d'accordo su dei punti che riguardano aspetti politici, di sicurezza, economici, di assistenza umanitaria e sociale. Ha quindi tutto l'aspetto di un'agenda da seguire per uscire dalla crisi che attanaglia la Repubblica Centrafricana. La firma a Roma è avvenuta alla presenza del rappresentante speciale della segreteria generale dell'ONU in Centrafrica, Parfait Onanga-Anyanga, degli osservatori della comunità internazionale di Sant'Egidio, dei rappresentanti dell'Unione Europea e del governo italiano. Il cardinale Nzapalainga è l'unico responsabile religioso ad aver visto figurare il suo nome in calce al testo dell'accordo, mentre nel paese i combattimenti e le repressioni violente proseguono, specie nelle zone di Bangassou, Alindao e Bria.