mercoledì 7 giugno 2017

Polonia
La parrocchia nel ghetto di Varsavia
L'Osservatore Romano
«Questo edificio era il rifugio delle persone innocenti perseguitate dai nazisti» recita la targa che viene scoperta il 7 giugno a Varsavia durante la cerimonia per il conferimento alla chiesa di Ognissanti del titolo House of Life da parte della Fondazione Raoul Wallenberg. Durante la seconda guerra mondiale la parrocchia di Ognissanti si trovò collocata all’interno del ghetto creato dai nazisti, dove da quel momento dovevano vivere tutti gli ebrei di Varsavia, circa duemila dei quali erano cattolici.
Il parroco, don Marceli Godlewski, stava per andare in pensione ma chiese al vescovo di poter rimanere in servizio nel ghetto per continuare l’attività pastorale con l’aiuto del viceparroco, don Antoni Czarnecki. I due sacerdoti assisterono indistintamente tutti gli abitanti del ghetto allestendo e gestendo una mensa che ogni giorno distribuiva circa cento pasti, ospitando negli edifici della parrocchia un centinaio di persone e producendo centinaia di falsi certificati di battesimo per aiutare gli ebrei a fuggire. Intanto, nella casa del parroco vicino Varsavia, le suore francescane gestivano un orfanotrofio che accoglieva i bambini fatti uscire dal ghetto. I due sacerdoti salvarono oltre mille persone.
L'Osservatore Romano, 7-8 giugno 2017