giovedì 15 giugno 2017

Norvegia
Si terrà a Oslo il primo incontro mondiale tra leaders religiosi, accademici e ONG per la difesa dell'ecosistema mondiale
(a cura redazione "Il sismografo") 
(Francesco Gagliano - ©copyright) A partire dalla prossima settimana i leader delle principali religioni del globo si riuniranno in Norvegia per discutere, assieme ad accademici e rappresentanti delle popolazioni indigene, il tema sempre più urgente della deforestazione mondiale. L'iniziativa, presieduta da re Harald V di Norvegia, si terrà presso il Centro Nobel per la Pace di Oslo ed è stata convocata da numerose organizzazioni: l'Iniziativa Internazionale per il Clima e Foreste (NICFI), la Fondazione norvegese per le foreste pluviali (RFN), il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in collaborazione con il Forum sulla Religione ed ecologia all'Università di Yale, GreenFaith, il Parlamento delle Religioni del mondo, Religioni per la Pace e e il Consiglio mondiale delle Chiese.
Cristiani, musulmani, ebrei, indù, buddisti e taoisti si riuniranno attorno a un tavolo per manifestare il loro appoggio e impegno morale a quelle popolazioni più coinvolte dalla deforestazione incontrollata degli ultimi decenni. Si tratta della prima volta che i rappresentanti delle maggiori religioni prenderanno una posizione unita su un tema di vitale importanza come quello della salvaguardia della biosfera e della cura della casa comune.
Nei dibattiti si studieranno le modalità con cui le religioni, forti del loro peso e della loro presenza capillare, possono dare il loro contributo nella difesa e protezione delle foreste pluviali e incontaminate del mondo, polmone verde della Terra e risorsa indispensabile per quei popoli indigeni che le abitano senza alterarne l'equilibrio. E' difatti sempre più stretta, per le grandi religioni, la relazione tra la preoccupazione per l'ambiente e la giustizia sociale, al punto che ricorre in molte dichiarazioni delle principali confessioni, basti pensare alla seconda enciclica di Papa Francesco Laudato si', che il prossimo 18 giugno, alla vigilia dei lavori di Oslo, compierà due anni dalla sua pubblicazione. 
Tra i rappresentanti religiosi ci sarà il metropolita Emanuele, esarcaa del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli; il fondatore della Ramaswami Aiyar Foundation (induismo), Nanditha Krishna; il co-fondatore di Sekiya Dhamma (buddisma), Abada Phra Paisal Vongvoravisit; il Direttore Internazionale degli affari interreligiosi della American Jewish Committee, Heilbrunn Institute for Interreligious Understanding, il rabbino David Rosen; il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, mons. Marcelo Sánchez Sorondo; il vescovo emerito e Presidente Onorario di Religioni per la Pace (luterana), Gunnar St'lsett; il Presidente del Centro islamico per il dialogo e la cooperazione tra le Civiltà, Din Syamsuddin e mons. Pierre W. Whalon, vescovo responsabile della Convocazione delle Chiese Episcopali in Europa. Ai dibattiti non mancheranno i contributi di accademici norvegesi e non solo che da anni studiano il problema della deforestazione, nonché varie organizzazioni non governative impegnate nel settore.