venerdì 23 giugno 2017

Mondo
I lettori non si fidano dei social media

L'Osservatore Romano
Non più solo Facebook o Twitter, c’è uno stallo dell’informazione online sui social: le notizie, come si legge sul portale online della rivista «Prima comunicazione» cominciano a viaggiare sempre più sulle chat. Non solo. WhatsApp sta diventando uno dei canali principali attraverso i quali le persone scoprono e discutono di notizie, anche in Italia. E col dibattito sulle fake news, dette correttamente bufale, il rapporto di fiducia verso i social si è incrinato.
È quanto emerge dal Digital News Report 2017 del Reuters Institute, indagine condotta su un campione di settantamila consumatori di notizie online in 36 paesi del mondo, compresa l’Italia. Il rapporto evidenzia che molte persone non si fidano dei mezzi di informazione tradizionali, ma sono ancora più sospettose nei confronti dei social media: solo una persona su quattro (24 per cento) pensa che i social facciano un buon lavoro nel separare i fatti dalle bufale. La fiducia nei media tradizionali è più alta (40 per cento). Lo stallo dei social media come fonte di informazione è globale, mentre per questo utilizzo c’è una crescita galoppante delle app per i messaggi, più private e senza algoritmi che filtrano le notizie. WhatsApp comincia sul fronte delle informazioni a rivaleggiare con la sua piattaforma “madre”, Facebook, in diversi paesi, in particolare in Malesia, Brasile e Spagna. In Italia l’uso di WhatsApp per le notizie è cresciuto dal 20 al 24 per cento nell’ultimo anno. Tra le altre tendenze evidenziate la prevalenza dell’accesso mobile alle notizie online e l’emergere degli assistenti vocali da salotto, come Amazon Echo, come nuova piattaforma informativa. L’Italia si conferma un paese in cui si legge poco, con una stampa debole e soggetta a condizionamenti, che perde ancora terreno: le copie diffuse sono passate dai 6 milioni al giorno del 2000 a poco più di 2,5 milioni nel 2016.
L'Osservatore Romano, 23-24 giugno 2017