lunedì 5 giugno 2017

Italia
Riapertura Collegio San Basilio in Roma
Cong. Chiese Orientali
Nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 5 giugno, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha partecipato alla Divina Liturgia in rito bizantino presso la Chiesa Rettoria di San Basilio agli Orti Sallustiani, in via di San Basilio, in Roma, in occasione delle riapertura della Chiesa e del Collegio da parte dell'Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore (Chiesa Patriarcale greco-melkita di Antiochia).
La struttura, di proprietà dell'Abbazia Esarchica di Grottaferrata, è stata concessa in uso gratuito ai religiosi melkiti, che dopo la procura presso la Santa Sede, ora renderanno disponibile una comunità di circa cinque religiosi a partire dal mese di ottobre.
Alla Celebrazione, presieduta dall'Abate Generale dell'Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore, Rev.do Archimandrita Antonios Dib, erano presenti S.E. Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano ed Amministratore Apostolico di Grottaferrata, il Sotto-Segretario del Dicastero p. Lorenzo Lorusso O.P. , l'Abate Generale dell'Ordine Antoniano Maronita, i Procuratori presso la Santa Sede delle Chiese Patriarcali e degli Ordini Religiosi Orientali, diversi sacerdoti, religiosi e studenti orientali in urbe.
Al termine, prima di impartire la benedizione solenne, il Cardinale Sandri ha rivolto un saluto ai presenti, di cui si allega il testo in copia.
 

Saluto del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, al termine della Divina Liturgia in occasione dell’apertura della Casa di San Basilio da parte dell’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore – Roma, lunedì 5 giugno 2017 A.D.
Eccellenza Reverendissima, Mons. Marcello Semeraro,
Reverendissimo Superiore Generale, P. Dib,
Revendissimo Abate Generale dell’Ordine Antoniano Maronita, P. Daoud Ready,
Reverendi Procutori delle Chiese Patriarcali e degli Ordini Religiosi Orientali a Roma,
Ringrazio per l’invito a partecipare alla Divina Liturgia, con la quale abbiamo posto sull’altare del Signore tutte le nostre intenzioni in occasione dell’apertura di questo tempio e di questa casa, che l’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore ha ricevuto dall’Abbazia Esarchica di Santa Maria di Grottaferrata, qui rappresentata dall’Amministratore Apostolico S.E. Mons. Semeraro, che saluto cordialmente, insieme ai monaci che lo accompagnano.
Due grandi storie, quella dei “Salvatoriani”, che fanno parte della venerabile Chiesa greco-Melkita e quella dei Monaci criptensi, appartenenti alla tradizione italo-bizantina che risale al grande San Nilo di Rossano calabro, entrambi però accomunati dall’ispirazione alla regola di San Basilio, uno dei padri fondatori del monachesimo orientale: agli uni essa fu consegnata dal Pontefice Benedetto XIV nel 1743, agli altri da papa Gregorio XIII nel 1579. Un glorioso passato, un comune patrono celeste, del quale siete chiamati a seguire l’esempio.
Alcune tradizioni riportano che quando Basilio ricevette il battesimo, scese dal cielo una vampa, come una colonna di fuoco, quasi a presagire la luce che sarebbe scaturita dal suo cuore e dalla sua vita per infiammare il mondo intero della conoscenza del Vangelo di Cristo e della carità cui esso ci spinge.
Avendo celebrato ieri la festa di Pentecoste - quest’anno insieme l’Oriente e l’Occidente – continuiamo a invocare lo Spirito che riempia i nostri cuori e le nostre vite e ci aiuti a discernere il tempo presente e a operare in esso fedeli al Signore.
Desidero fare soltanto alcune brevi sottolineature:
- L’evento di oggi ci fa riscoprire la vocazione universale della Chiesa di Roma, presieduta dal suo Vescovo, Papa Francesco, al quale è affidata la sollecitudine per tutte le Chiese. Egli infatti è Vescovo Latino, ma è chiamato ad amare e a provvedere per tutte e singole le tradizioni che compongono l’unica Chiesa di Cristo, la quale “non è latina, greca, slava, ma cattolica”, come scriveva un secolo fa Papa Benedetto XV. Roma è piena di testimonianza della presenza orientale fin dai suo albori, ha visto salire sulla cattedra di Pietro anche papi provenienti dalla Siria, ha saputo ospitare nel corso dei secoli armeni, maroniti, etiopi e molti altri. L’evento che oggi celebriamo è una ulteriore tappa di questa grande storia.
- La presenza dei religiosi melkiti salvatoriani da sempre si è contraddistinta per la sua opera missionaria ed evangelizzatrice, oltre che per l’impegno per l’unità di tutti i cristiani. È bello che tali caratteristiche del loro mandato ora possano manifestarsi anche qui, nella Città Eterna. Certamente questa sarà la nuova sede della Procura Generale dell’Ordine presso la Santa Sede - e qui ringrazio per il suo servizio umile e attento Padre Sleiman, che da alcuni anni svolge questo incarico – ma in questi spazi potrà garantire spazi di accoglienza, preghiera e riflessione secondo la tradizione orientale bizantina nella particolare forma vissuta nella Chiesa Melkita. Dovrà essere un luogo che aiuti non solo a ricordare i due polmoni con cui respira il Corpo di Cristo – Orientale ed Occidentale – ma a farne la concreta esperienza;
- La Diocesi di Roma in questi anni si è distinta per la costante attenzione di preghiera, sensibilizzazione e carità verso le tragiche situazioni dei conflitti che insanguinano il Medio Oriente, in particolare in Siria e in Iraq, realizzando diverse iniziative che hanno inteso coinvolgere anche le diverse comunità orientali presenti nell’Urbe: auspico che i padri salvatoriani entrino a far parte di questo circuito virtuoso, certi che la preghiera che si eleva da cuori sinceri non rimane inascoltata presso il cuore stesso di Dio.
- In questo giorno particolare, vogliamo supplicare la Tutta Santa Madre di Dio, Maria Santissima, per la venerabile e cara Chiesa Melkita: dopo che il Santo Padre Francesco ha accolto la rinuncia al governo patriarcale presentata da Sua Beatitudine Gregorio III, i Vescovi si raduneranno in Sinodo a partire dal 19 giugno prossimo: tenendo presente Dio solo e le esigenze del Vangelo possano essere guidati e illuminati, oltre che sostenuti dalla nostra convinta preghiera, nello scegliere un pastore secondo il cuore di Cristo, capace di mostrarsi vero Caput et Pater per i fedeli melkiti, nella madrepatria come nei tanti luoghi della diaspora.
Interceda per noi San Basilio, del quale vi affido una citazione, che ricorda l’identità e la missione dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio: “L’immagine è la natura stessa dell’uomo nella sua immutabile costituzione; la somiglianza, l’effetto di tutto il lavoro della libertà, che indirizza le molteplici energie, secondo le virtù morali, a Dio...Come diventiamo a somiglianza? Per mezzo del Vangelo. Perché che cos’è il cristianesimo? Somiglianza con Dio per quanto può esserne capace l’umana natura. Se accetti di essere cristiano, fa’ di divenire simile a Dio, rivestiti del Cristo”.
Rivestiamoci di Cristo, e andiamo avanti nel cammino, colmi di speranza e capaci di carità. Amen.