sabato 24 giugno 2017

L’ex ministro dell’Istruzione a Tv2000 racconta l’incontro commovente con Francesco, il rapporto con la madre e gli ideali comunisti. Per l’occasione ‘Soul’ festeggia le 200 puntate. “Papa Francesco lo considero un genio e di una ricchezza umana impressionante. Lui sta rinnovando enormemente, perché ha capito che il mondo contemporaneo è diverso da quello precedente”. Lo ha detto l’ex ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer, in un’intervista a ‘Soul’, il programma-intervista di Tv2000, condotto da Monica Mondo, in onda sabato 24 giugno 2017 alle ore 12.15 e 20.45, che per l’occasione festeggia le 200 puntate.“Il Papa – ha aggiunto Berlinguer - è l’unico che parla continuamente di poveri. Nella vita sociale e politica ci eravamo un po’ scordati della povertà. Lui martella, si vede che crede nell’aiuto ai deboli. Ho avuto modo e fortuna di salutarlo. Mi sono messo in fila durante un’udienza del mercoledì. Si è avvicinato a me e mi disse: ‘Io so chi è lei e cosa ha fatto’. Era stato evidentemente istruito da qualche cardinale. Ma nel sentire quelle parole mi è venuto un colpo e mi sono messo a balbettare. E’ una grande autorità morale e intellettuale”.
Luigi Berlinguer, cugino dello storico segretario del Pci, ha ricordato di sentire ancora “gli ideali comunisti ma la realizzazione statuale del comunismo è fallita”.
“In Italia – ha proseguito Berlinguer - la cultura comunista è stata statalista: si è fondata su un’aspirazione legittima, cioè sull’idea che allo Stato spetti il compito di rimuovere molte delle iniquità presenti nella società. Il problema è che poi siamo diventati iperstatalisti: ci siamo convinti che lo Stato fosse una panacea ma questo non è vero”.
L’ex ministro dell’Istruzione ha ricordato anche la scuola come “il più grande patrimonio del Paese. La scuola in Italia è stata costruita ad immagine e somiglianza dell’amministrazione centrale non tenendo conto dell’impianto educativo. Dentro la scuola abbiamo ereditato la burocrazia dello stato, non l’equità. La scuola è fatica e gioia, adesso invece è poca fatica e zero gioia”.