martedì 13 giugno 2017

Italia
Tv2000
Valeria Khadija Collina al Tg2000: “Chiederei mille volte perdono. Mia punizione doppia. Mio figlio ha fossilizzato una scheggia dell’Islam”. “Ho accettato la sua morte perché è Dio che l’ha voluta. Rispetto il volere di Dio e lo ringrazio perché me lo ha lasciato per tanti anni. Ma il resto non riesco ad accettarlo, è troppo terribile e grande perché io lo possa accogliere nella testa e nel cuore”. Lo ha detto Valeria Khadija Collina, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, madre di Youssef Zaghba, il terrorista italo-marocchino di Londra morto durante l'attacco lo scorso 3 giugno. La signora Collina ha deciso per la prima volta di mostrarsi davanti alle telecamere a volto scoperto.
“Era un ragazzo dolcissimo – ha aggiunto la signora Collina - molto affettuoso, bello, solare, intelligente. Niente di più lontano da un gesto così. E’ inspiegabile. Lui ha scelto e fossilizzato una scheggia dell’Islam. Come se avesse ‘ossificato’ una parte e l’avesse interiorizzata. Un qualcosa che non dava speranza di crescere. Mi fa una grande pena e tristezza. Pensavo fosse intelligente abbastanza per capirlo. E’ una questione anche d’intelligenza. Cosa si fa ? Si chiede perdono ? Non ha senso chiedere perdono di una cosa che ha fatto un altro. Se fosse possibile chiederei mille volte perdono ma il perdono, la colpa e la punizione sono unite. La mia punizione è doppio rispetto ai familiari delle vittime. La loro non è una punizione ma un dolore per la morte. Io vivo il dolore della morte di mio figlio e quello per ciò che lui ha fatto. Se vogliono essere risarciti in pesi di dolore forse la mia bilancia è più pesante”.
“Purtroppo i figli – ha sottolineato la madre dell’attentatore - non si possono seguire sempre, soprattutto quando sono grandi. Io finché è rimasto qui l’ho controllato, come lo ha fatto la Polizia italiana. Le ali della mamma sono enormi vorrebbero arrivare ovunque ma i figli non lo permettono”.
“L’Islam è uno – ha concluso la signora - Quelli frequentati da mio figlio erano gli scarti, non erano l’Islam. Cerco di fare in modo che gli altri capiscano quello che mio figlio non ha capito. Tutte le religioni sono belle: ogni volta che l’uomo si rivolge a Dio non può uscire che la bellezza. E’ chiaro che ognuno crede che la propria religione sia quella vera ma quello che ne consegue è solamente la compassione verso gli altri. Non emerge certamente l’odio, il disprezzo o il rifiuto ma solo l’amore”.