martedì 27 giugno 2017

Italia
La missione si fa festival. Insieme nelle «periferie»
Avvenire
(Stefano Femminis) Una formula ormai affermata, ma declinata in un evento totalmente nuovo. Potrebbe essere questo il biglietto da visita del primo Festival nazionale della missione, in programma a Brescia dal 12 al 15 ottobre prossimi, con il titolo "Mission is possible". Dei festival ormai diffusi in tante città italiane quello di Brescia avrà l' orizzonte aperto, il clima festoso e leggero, la scelta di un tema chiave presentato con una pluralità di linguaggi e di format: dalle conferenze agli incontri con autori, dai concerti alle mostre, dai flash mob ai momenti di riflessione.
Ma sarà un festival nuovo, se è vero che sinora in Italia nessuno aveva pensato di puntare la lente di ingrandimento sulla missione e sui suoi protagonisti: uomini e donne, religiosi e laici che, anche nell' era della globalizzazione e dei social media, decidono di lasciare tutto e di donare la propria vita per l' annuncio del Vangelo in quelle che una volta si chiamavano "terre lontane" e che oggi comprendono, come insegna papa Francesco, le periferie di casa nostra. Una novità che ha alle spalle tre promotori: la Conferenza degli Istituti missionari italiani (Cimi), l' organismo che riunisce gli istituti ad gentes (dai comboniani ai padri del Pime, dalle suore della Consolata alle saveriane); la Conferenza episcopale italiana, attraverso la Fondazione Missio; la diocesi di Brescia, con il coordinamento operativo del Centro missionario diocesano. 
Suor Marta Pettenazzo, presidente della Cimi, spiega le motivazioni. «Siamo più che mai convinti che il Vangelo abbia bisogno di essere detto, cantato, condiviso, proclamato, testimoniato non solo all' interno delle nostre comunità ma, come si legge nel Vangelo di Luca, "uscendo per le piazze e per le vie della città". Riteniamo che il Festival possa essere uno strumento privilegiato per condividere questo dono». Le fa eco don Michele Autuoro, direttore di Missio: «Andiamo in città per dialogare, contemplare e fare festa per la perenne buona notizia di Gesù per ogni uomo e per ogni donna. Nel- le piazze, come in quel giorno di Pentecoste, inizio della missione dei discepoli. Perché la Chiesa non dimentichi che è nata in uscita e solo in uscita sarà fedele al suo Maestro». 
Dal canto suo Luciano Monari, vescovo di Brescia, illustra che la scelta della Leonessa come sede è tutt' altro che casuale. «Sarà un' occasione significativa per rinnovare la passione per l' annuncio del Regno di Dio: quella passione che ha animato la vita del beato Paolo VI, di san Daniele Comboni, della beata Irene Stefani e di tanti figli e figlie di questa terra». Un ruolo cruciale è anche quello del direttore artistico, il giornalista e scrittore Gerolamo Fazzini, il quale tiene a sottolineare un altro elemento. «Vogliamo provare a fare un evento insieme, cosa non sempre facile nel mondo missionario ed ecclesiale, vivendo il Festival come una doppia opportunità: quella di condividere le differenze in quanto ricchezza che va a beneficio di tutti, e la possibilità di mettere in circolazione quanto è già stato realizzato in questi anni, le "eccellenze" del mondo missionario italiano in ambito culturale e di animazione. 
Se il Festival sarà frutto di un lavoro di squadra dove ogni carisma è valorizzato potrà diventare una testimonianza già missionaria in sé». A meno di quattro mesi dal via, il programma è quasi pronto. Mancano ancora alcuni tasselli ma sono già diversi gli appuntamenti e gli ospiti confermati. La partecipazione sarà gratuita e, per chi verrà in giornata, non sarà necessaria l' iscrizione. Tuttavia, poiché il Festival vuole essere un evento nazionale e non solo bresciano, gli organizzatori stanno lavorando per offrire ospitalità - a prezzi molto contenuti e secondo uno stile improntato all' essenzialità - a chi vorrà fermarsi per più giorni: delegati dei Centri missionari diocesani, missionari, giovani che gravitano intorno ad essi. 
Per queste persone la scadenza per inviare la propria iscrizione a info@festivaldellamissione.it è il 15 luglio (sul sito www.festivaldellamissione.it ulteriori dettagli). «Ci aspettiamo una bella risposta dagli istituti missionari, dai Centri di animazione missionaria, dagli Uffici di pastorale giovanile - è l' appello di Fazzini -. Sappiamo che alcune diocesi hanno deciso di sospendere le attività di animazione missionaria in ottobre e convogliare tutti i giovani sul Festival. Inoltre la tradizionale assemblea nazionale di Missio giovani quest' anno si terrà a Brescia». Insomma, il messaggio è chiaro: il Festival della missione vuole e può essere un evento aperto a chiunque e serve la partecipazione e la collaborazione di tutti; solo così, per riprendere il titolo di questa prima edizione, la missione diventa possibile.