venerdì 16 giugno 2017

Indonesia
Unità nella diversità
L'Osservatore Romano
Promuovere l’attuazione della Pancasila, l’insieme dei principi ispiratori della democrazia indonesiana basati sull’uguaglianza e la tolleranza tra le diverse realtà etniche, culturali e religiose: è quanto si propone di fare il gruppo di lavoro Unit Kerja Presiden Pembinaan Ideologi Pancasila (Ukp-Pip) fortemente voluto dal presidente della Repubblica e capo del governo, Joko Widodo, per contrastare il temuto incontrollato diffondersi di mentalità estremiste e radicalizzanti che, soprattutto in alcune regioni, mettono a rischio la pacifica convivenza in quello che è il paese a tradizione islamica più popoloso al mondo.
Il gruppo di lavoro, composto da dieci personalità indonesiane, tra cui alcuni leader religiosi, riferisce l’agenzia AsiaNews, ha prestato giuramento nei giorni scorsi nel palazzo presidenziale. A dirigere i lavori è stato chiamato Yudi Latif, scrittore e studioso della Pancasila. Tra i membri anche Megawati Soekarnoputri, ex presidente indonesiano, e Mahfud M.D. ex presidente della corte costituzionale. Ma a caratterizzare il gruppo di lavoro Ukp-Pip è soprattutto la presenza dei rappresentanti delle varie tradizioni religiose: Ma’ruf Amin, presidente dell’Indonesian Ulema Council; Andreas Anangguru Yewangoe, leader della Communion of Churches in Indonesia; Wisnu Bawa Tenaya, responsabile dell’Indonesia Hindu Religious Councils; Sudhamek, capo della Buddhayana Indonesia Assembly. Una presenza plurale che, secondo diversi osservatori, rappresenta una risposta alle spinte islamiste dei movimenti radicali, che negli ultimi mesi hanno causato profonde divisioni politiche, sociali e religiose. L’obiettivo di questi gruppi è la sostituzione della Pancasila con leggi ispirate dalla sharia e l’istituzione di uno stato islamico indonesiano. A ciò si aggiunge, come ricorderà, il clima infuocato che nelle scorse settimane ha accompagnato il processo per blasfemia intentato contro Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, il governatore cristiano di Jakarta condannato a due anni di carcere. Una sentenza che ha suscitato forti polemiche con centinaia di migliaia di indonesiani che hanno protestato per le strade.
L'Osservatore Romano, 16-17 giugno 2017