giovedì 8 giugno 2017

Indonesia
Lettera dell’episcopato indonesiano. Contro la corruzione
L'Osservatore Romano
Quarantacinque pagine per ribadire l’impegno della Chiesa cattolica nella lotta contro la corruzione in Indonesia: è l’obiettivo della lettera presentata nei giorni scorsi a Jakarta dal vescovo di Atambua, Dominikus Saku, presidente della Commissione episcopale per la giustizia, la pace e la pastorale dei migranti. Un problema, quello della corruzione, sempre più sentito nel paese dopo una serie di scandali che, nel periodo 2010-2015, hanno coinvolto centodieci reggenti (il secondo livello amministrativo) e quattordici governatori. Il documento segue l’appello dei vescovi pronunciato nel novembre 2016, in occasione dell’assemblea plenaria.
«Il contrasto alla corruzione — ha detto monsignor Saku — deve continuare ed essere condotto in modo sistematico, strategico, tattico, su larga scala». Padre Siprianus Hormat, segretario esecutivo dell’episcopato, ha spiegato che la nota descrive gli atteggiamenti che ogni cattolico deve assumere per combattere tale piaga, attraverso impegni personali e collettivi, mentre secondo Yudas Sabbagalet, cattolico, capo distretto a Mentawai (Sumatra), il testo rappresenta uno sprone per i politici, ispirandoli a sviluppare pratiche di buon governo. Anche Arman Suparman, ricercatore del Regional Autonomy Watch (organismo di monitoraggio della Camera di commercio), ha sottolineato l’importanza del documento, invitando tuttavia la Chiesa a dare il buon esempio, partendo dalla trasparenza della gestione finanziaria in ogni diocesi e parrocchia.
L'Osservatore Romano, 8-9 giugno 2017