venerdì 23 giugno 2017

La Giordania continuerà a proteggere i luoghi santi musulmani e cristiani di Gerusalemme. Lo ha ribadito il re Abdallah II a margine di un incontro svoltosi domenica scorsa nel palazzo reale di Amman dove il monarca ha ricevuto una delegazione di responsabili religiosi musulmani e cristiani giunti da Gerusalemme, presente il principe Ghazi bin Muhammad, cugino del re e suo consigliere per gli affari religiosi. Della delegazione, come riferisce Terrasanta.net, facevano parte anche il vescovo William Hanna Shomali, vicario per la Giordania del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, e lo sceicco Abdul Azim Salhab, capo della fondazione dei beni religiosi musulmani di Gerusalemme. L’udienza ha inoltre permesso di ringraziare re Abdallah per il contributo personale che ha inviato per i restauri dell’edicola del Santo Sepolcro, terminati nel marzo scorso.
Il sovrano hashemita ha spiegato che per lui la tutela dei luoghi santi è una priorità che intende perseguire «lavorando in collaborazione con la comunità internazionale». Un concetto ripetuto il giorno dopo a Parigi quando è stato ricevuto dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Secondo quanto riferiscono i media, Abdallah II avrebbe sottolineato la necessità di mantenere lo statuto giuridico e storico di Gerusalemme, rimarcando il rifiuto giordano verso ogni misura unilaterale che intenda modificare l’identità della città e dei suoi luoghi santi. A sua volta Macron, con il quale il sovrano ha parlato anche della guerra in Siria e in Iraq (nazioni confinanti con la Giordania), ha colto l’occasione per dichiarare che Parigi e Amman condividono «un medesimo attaccamento al mantenimento dello status quo sui luoghi santi».
Un’intesa datata 1967 prevede che i visitatori non musulmani (ebrei o cristiani) abbiano il diritto di recarsi sulla Spianata delle moschee ma non di pregarvi. All’atto della firma del trattato di pace con re Hussein nel 1994 (gli accordi di Wadi Araba), lo stato ebraico confermò le funzioni della fondazione che amministra i luoghi santi musulmani di Gerusalemme (Waqf) e riconobbe al regno di Giordania il ruolo di garante dei luoghi santi musulmani nei futuri negoziati di pace israelo-palestinesi.
Da parte sua, l’Autorità nazionale palestinese ha riconosciuto ufficialmente a re Abdallah il ruolo di protettore dei luoghi santi musulmani e cristiani di Gerusalemme con un accordo del 31 marzo 2013.
L'Osservatore Romano, 22-23 giugno 2017.