mercoledì 14 giugno 2017

L'Osservatore Romano
(Malo Tresca) Pubblichiamo un articolo uscito su «La Croix» del 10-11 giugno. Rendere le omelie «attraenti, comprensibili e memorizzabili, per raggiungere meglio i cuori e le menti». È a questo che lavora il Service d’optimisation des homélies (Soh – servizio di ottimizzazione delle omelie) quando propone ai predicatori «laboratori di comunicazione» che permettano loro di rispondere meglio «alle attese e alle aspirazioni di chi ascolta oggi». I gruppi del Soh sono già presenti in dieci diocesi francesi, nonché a Bruxelles. In occasione del suo decimo anniversario, l’associazione cerca nelle regioni nuovi volontari laici, desiderosi di costituire il proprio gruppo locale per animare, presso gli oratori religiosi, sessioni per piccoli gruppi e coaching individuale.
Il loro metodo? «Combinare la pratica di esercizi dinanzi ad ascoltatori benevoli e la formulazione di raccomandazioni», si legge nel sito dell’associazione, il cui accompagnatore spirituale è monsignor Michel Aupetit, vescovo di Nanterre, e che s’inscrive nella scia dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco e del sinodo per la nuova evangelizzazione.
Qual è il profilo richiesto dal Soh? «Cattolici laici impegnati, che abbiano tassativamente familiarità con la presa di parola in pubblico — insegnanti, medici, attori, manager — e che siano convinti dell’importanza di proclamare la buona novella e consapevoli degli sforzi che ciò può richiedere», precisa Denis Le Chatelier, responsabile dei gruppi del Soh di Parigi, insistendo sulle qualità del rispetto e dell’umiltà, indispensabili per l’accompagnamento dei predicatori. «Tutti coloro che desiderano unirsi a noi, possono già parlarne ai sacerdoti, ai diaconi, ai rettori dei seminari che possono essere interessati da questa formazione», aggiunge. I nuovi volontari riceveranno poi una formazione prima di potere, a loro volta, offrire questo accompagnamento che, dalla creazione del Soh, ha già dato i suoi frutti presso quasi mille predicatori in Francia e in Belgio.
L'Osservatore Romano, 13 giugno 2017.