venerdì 9 giugno 2017

Cile
Intervento del cardinale Ezzati Andrello. Vale la pena essere cattolici
L'Osservatore Romano
Con il motto «La nostra voce nella società» si è appena concluso, a Santiago del Cile, il dodicesimo congresso annuale dal titolo: «Cattolici e vita pubblica». L’evento, al quale hanno preso parte oltre quattrocento persone, è stato preceduto da una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Santiago del Cile, cardinale Ricardo Ezzati Andrello, che ha ringraziato i promotori di questa iniziativa che, come ogni anno, «coinvolge i cattolici del Cile e non solo, e li esorta a proclamare che vale la pena essere cattolici».
Durante i lavori, l’attenzione dei partecipanti si è focalizzata sul ruolo dei cattolici nella vita pubblica e sul loro contributo all’immigrazione, alla cultura e alla politica del paese. Al riguardo, il porporato ha incoraggiato i presenti a promuovere «un nuovo stile di convivenza umana, fondata sul comandamento di Gesù: “Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”. Vale la pena essere presenti in questo mondo con un’identità, quell’identità — ha sottolineato il cardinale — che nasce dall’incontro personale e comunitario con Gesù Cristo e con il suo Vangelo».
I congressi latinoamericani su «Cattolici e vita pubblica» si svolgono da dodici anni presso la Universidad Santo Tomás (Ust) con il sostegno dell’arcivescovado di Santiago del Cile.
A conclusione dei lavori, il rettore dell’Ust, Jaime Vatter, ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento annuale «perché siamo consapevoli del fatto che molte persone hanno beneficiato di questo ciclo di congressi e hanno contribuito a fare un passo avanti nel loro impegno di fede nella vita pubblica».
L'Osservatore Romano, 8-9 giugno 2017