sabato 24 giugno 2017

L'Osservatore Romano
«Nessuno è straniero nella comunità cristiana». È quanto sottolinea la Commissione per i migranti e gli itineranti dell’episcopato argentino in un messaggio diffuso in questi giorni in occasione della recente Giornata mondiale del rifugiato, nel quale si esprimono vicinanza e sentimenti di fraternità nei confronti di coloro che si trovano a vivere questa drammatica situazione di precarietà, lasciando casa, famiglia, paese, «nella speranza di salvare se stessi e trovare altrove la pace e la sicurezza».Nel documento, in cui viene ampiamente citato il messaggio di Papa Francesco per l’ultima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, i presuli argentini sottolineano come molto spesso sono i bambini a soffrire le conseguenze più gravi della migrazione, con una negazione sistematica anche di quei diritti più elementari riconosciuti dalle convenzioni internazionali.
Tuttavia, osservano i vescovi, «siamo convinti che ognuno è prezioso, che le persone sono più importanti delle cose, e che il valore di ciascuna istituzione si misura dal modo in cui tratta la vita e la dignità degli esseri umani», in particolare quella delle persone più vulnerabili come appunto sono i bambini e i giovani immigrati e rifugiati. In tale prospettiva, la Commissione episcopale per i migranti e gli itineranti ribadisce che «come Chiesa che abbraccia tutte le nazioni, le etnie, i popoli e le lingue, riconosciamo che nessuno è straniero nella comunità cristiana».
L'Osservatore Romano, 23-24 giugno 2017.