giovedì 29 giugno 2017

L'Osservatore Romano
Creare una cultura della convivenza, promuovere una maggiore qualità della cultura democratica, generare spazi di dialogo per il bene comune: sono stati questi, in estrema sintesi, i principali temi che hanno contrassegnato la Settimana sociale 2017 promossa dalla Chiesa argentina, in particolare dalla Commissione per la pastorale sociale della Conferenza episcopale. Un invito a «lavorare per la cultura dell’incontro» e a fare in modo che l’appuntamento contribuisca a «superare la cultura dello scarto» è stato rivolto da Papa Francesco in occasione dell’apertura dei lavori.Il Pontefice — si legge nel comunicato finale della tre giorni — «ci spinge con insistenza alla ricerca di nuovi stili di sviluppo che rispettino l’ambiente e la solidarietà con i poveri. È essenziale promuovere un cambiamento di paradigma e di mentalità. Siamo consapevoli di trovarci di fronte a una grave crisi socio-ambientale, che colpisce in particolare i poveri. L’Argentina è il posto che amiamo, questo è il popolo a cui apparteniamo. Vogliamo vivere, crescere e sognare nella nostra casa comune».
All’evento, svoltosi a Mar del Plata, in provincia di Buenos Aires, hanno preso parte esponenti del mondo politico e sindacale, rappresentanti di diverse organizzazioni e movimenti sociali, imprenditori. La Settimana, che ha avuto come titolo «L’amicizia sociale e la cura della casa comune», si è incentrata su due argomenti privilegiati ovvero l’unità della nazione e la coesione sociale, nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario dell’indipendenza.
Durante i lavori sono state affrontate numerose questioni di attualità politica ed economica, dall’andamento finanziario alla produzione nazionale, dalla concentrazione della terra fra pochi proprietari (che penalizza i piccoli agricoltori) alla cura del creato, alla piaga delle dipendenze e del narcotraffico.
Sempre in Argentina, a Buenos Aires, si è appena concluso l’incontro sulla missione continentale permanente nei paesi del Cono Sur: Argentina, Cile, Uruguay, parte del Paraguay e le regioni 1meridionali del Brasile. L’obiettivo era accompagnare il cammino missionario della Chiesa impegnata nella missione continentale, nell’orizzonte del pontificato di Papa Francesco e con lo scopo di iniziare una nuova fase che abbia come protagonisti principali i giovani.
Organizzato dalla segreteria generale del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) e dai suoi dipartimenti di missione e spiritualità, delle vocazioni e dei ministeri, l’incontro si è svolto alla presenza del segretario generale del Celam, monsignor Juan Espinoza Jiménez, vescovo ausiliare di Morelia, di presuli dei diversi paesi e dai direttori nazionali delle Pontificie opere missionarie. I lavori sono stati contrassegnati da diversi temi. Particolare attenzione è stata dedicata a una valutazione della missione continentale da Aparecida (2007) a oggi. I gruppi di approfondimento hanno analizzato le dimensioni dell’animazione, della formazione e della cooperazione missionaria. Si sono constatate la diversità dei percorsi nelle singole nazioni e, più in generale, l’importanza di sensibilizzare alla missione come parte essenziale di ogni attività pastorale.
Sono state sviluppate inoltre una serie di linee missionarie ed è stato redatto un messaggio finale con le conclusioni della riunione che sarà pubblicato a breve. Tra queste indicazioni vi è la partecipazione al Congresso missionario americano che si terrà in Bolivia nel 2018.
L'Osservatore Romano, 29-30 giugno 2017.