domenica 4 giugno 2017

America
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani in America latina. Cammino di riconciliazione
L'Osservatore Romano
«Il movimento della Riforma non fu esente da conflitti ed estremismi religiosi, provocati dalle parti coinvolte. È proprio a causa di tali conflitti che la parola riconciliazione diventa centrale nella riflessione su questi cinquecento anni». Nel testo firmato dal Consiglio nazionale delle Chiese cristiane (Conic) del Brasile in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani — che in molti paesi dell’America latina si celebra quest’anno da domenica 28 maggio (solennità dell’Ascensione del Signore) a domenica 4 giugno (solennità di Pentecoste) — viene lanciato un messaggio: la ricchezza e la diversità delle Chiese cristiane deve essere motivo per avvicinare le diverse denominazioni religiose e non per allontanarle.
Il tema scelto per la Settimana 2017 è «Riconciliazione: è l’amore di Cristo che ci spinge. Celebrazione del 500° anniversario della Riforma». In Bolivia, come in Brasile, ogni giurisdizione ha preparato il proprio programma di iniziative. In Cile invece la Settimana di preghiera avrà inizio a Pentecoste, il 4 giugno, per concludersi la domenica seguente, 11 giugno. «Quest’anno — esorta il vescovo prelato di Illapel, Jorge Patricio Vega Velasco, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo — siamo chiamati a lasciarci riconciliare con Dio e a riconciliarci tra di noi. Alla luce della Parola di Dio, preghiamo e lavoriamo costantemente per raggiungere l’unità visibile». In Uruguay, il vescovo di San José de Mayo, Arturo Eduardo Fajardo Bustamante, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane, ha presentato la sua riflessione durante la celebrazione ecumenica che si è tenuta il 1° giugno presso la chiesa luterana della Congregazione evangelica tedesca di Montevideo. I membri delle Chiese cristiane dell’Uruguay, sullo sfondo di una riflessione sul tema della Settimana di preghiera, sono impegnati a far avanzare il dialogo tra le diverse confessioni.
L'Osservatore Romano, 3-4 maggio 2017