martedì 9 maggio 2017

Avvenire
«Sono convinto che i gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c' è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti. Vi esorto a continuare a fare tutto il necessario per rendere possibile questo difficile cammino»: è l' invito che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi del Venezuela in un messaggio inviato il 5 maggio scorso, reso noto ieri dalla Conferenza episcopale venezuelana e pubblicato dal Sir. «Vi assicuro - scrive il Papa - che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell' amato popolo venezuelano», con «profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore». Papa Francesco sa che i vescovi, insieme a tutti i sacerdoti, le religiose e i laici condividono la situazione del popolo, che «sta soffrendo per la mancanza di cibo e medicine, e in alcuni casi, hanno subito attacchi personali e atti violenti nelle Chiese». «Desidero manifestare la mia solidarietà con ciascuno di voi - scrive Papa Francesco ai vescovi venezuelani - e ringraziarvi per la vicinanza al gregge che vi è stato affidato, specialmente i più poveri e bisognosi». Il Papa ha ringraziato i vescovi anche per le tante iniziative per «promuovere la solidarietà e la generosità tra i venezuelani» e i continui appelli ad «evitare qualunque forma di violenza, a rispettare i diritti dei cittadini e difendere e promuovere la dignità umana e i diritti fondamentali». In conclusione, Francesco ha esortato «gli amati figli del Venezuela a non lasciarsi vincere dalla sfiducia o dallo scoraggiamento, mali che penetrano nel cuore delle persone quando non vedono prospettive di futuro». Intanto il Tavolo dell' unità democratica (Mud), la coalizione che riunisce l' opposizione al presidente del Venezuela Nicolas Maduro, ha annunciato formalmente che non parteciperà all' iniziativa di un' Assemblea costituente «popolare». Molti dirigenti dell' opposizione l' avevano già fatto sapere nei giorni scorsi, così come l' iniziativa è stata rifiutata dalla piazza, che continua ad organizzare manifestazioni contro il capo dello stato. «Non possiamo partecipare a un processo illegale», ha dichiarato Henrique Capriles, ex candidato alle presidenziali e principale leader dell' opposizione.