venerdì 5 maggio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze
*** Udienza del Santo Padre alla Comunità del Pontificio Collegio Pio Romeno di Roma
 Cari fratelli e sorelle,
vi saluto con affetto, felice di incontrarvi nell’80° anniversario della fondazione della vostra sede. È l’occasione per essere grati a Dio e a tutti coloro che negli anni si sono spesi perché il Collegio Pio Romeno ben contribuisca alla formazione dei futuri Pastori. Il cammino che state compiendo si inserisce in una storia che vi precede e al contempo è gravido di attese per l’avvenire della Chiesa greco-cattolica romena. Vorrei perciò augurarvi due cose: custodire la memoria e coltivare la speranza. Custodire la memoria. Il vostro Collegio è sorto in un periodo di sviluppo per le Comunità cattoliche orientali; in seguito ha risentito delle tragiche vicende legate alla persecuzione ateista; per poi assistere a una bella rinascita e aprirsi negli ultimi anni a nuove sfide.
Questa storia, fatta di grandi testimoni della fede e di momenti di prova, di inverni rigidi e di primavere fiorenti, vi appartiene. È bene custodirla, non per rimanere ancorati al passato, ma per vivere le vicende che ogni epoca presenta con il sostegno di una memoria evangelica viva, che abbraccia una storia più grande di noi e rimane sempre aperta all’azione dello Spirito.
*** Santa Marta: omelia di Papa Francesco
Una preghiera per i cristiani «ipocriti» che oggi, con la loro “doppia vita”», sono accecati dalla rigidità, coprendo «peccati e malattie di personalità» tanto da non guardare in faccia nessuno, neppure i bambini: ecco la richiesta di Papa Francesco nella messa celebrata venerdì mattina, 5 maggio, nella cappella di Casa Santa Marta. Con un pensiero anche per quanti nella Chiesa — soprattutto i giovani — sono caduti nella «tentazione della rigidità» ma, pur sbagliando, sono «onesti». «Il Signore — ha auspicato — li aiuti a crescere sulla strada della mitezza».
Per la sua meditazione, Francesco ha preso le mosse dal «passo della Bibbia», tratto dal libro degli Atti degli apostoli (9, 1-20), proposto dalla liturgia odierna e che «tante volte abbiamo sentito», E, magari commentandolo, ha aggiunto il Papa, «pensando a quello che è successo a Sàulo, tante volte abbiamo detto a qualche persona “a questo farebbe bene cadere da cavallo”».
«La prima volta che appare il nome di Sàulo è nella lapidazione di Stefano» ha spiegato il Pontefice. Sàulo «era un ragazzo, rigido, idealista, con la rigidità della legge che aveva imparato nella scuola di Gamaliele». Ed «era convinto di questo: per quello era lì, guardando come Stefano — che aveva, secondo lui, peccato di bestemmia — era lapidato». E «approvava la lapidazione, dice il libro».
L'Osservatore Romano
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- "Attraverso i tempi, il Risorto non si stanca di cercare noi, suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo."