lunedì 22 maggio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
 
(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) Ogniqualvolta un Presidente statunitense viene ricevuto in Vaticano una parte importante della stampa europea e degli Stati Uniti sforna articoli molto enfatici e perentori facendo credere, almeno per qualche ora, che nell'evento siano in gioco i destini dell'umanità e del pianeta. Per alcuni di questi analisti e commentatori quando il Papa e il Presidente USA sono a colloquio "il mondo si ferma e respira con trepidazione". Qualcuno scrive proprio in queste ore: "Vertice tra due superpotenze, quella politica, USA, e quella spirituale, il Vaticano". "Mercoledì in Vaticano si chiariscono i nuovi equilibri mondiali".
Così si esprimono diversi autori con riferimento all'Udienza chiesta al Papa dal Presidente Donald Trump e che il Vaticano non ha mai incoraggiato, né ufficialmente né tantomeno tramite presunti emissari. Trump in Vaticano, dopo un tira e molla mediatico tutto a carico della Casa Bianca e per consumo domestico, è un'iniziativa solo del governante statunitense e non risulta che nessuno, né personale ecclesiastico e nemmeno laici volenterosi, abbiano fatto la spola tra Vaticano e Casa Bianca per convincere Trump a chiedere un incontro con Papa Bergoglio. Trump sarà in Vaticano per una sua precisa scelta e quindi ha chiesto di essere ricevuto in Udienza, ritirando di conseguenza la precedente opzione di non incontrare il Pontefice che, fino ad alcuni giorni prima, sembrava quella preferita.
A prescindere dal tira e molla di Trump, la Santa Sede in forma pubblica, aperta e ufficiale, ma anche in forma privata e diplomatica, ha sempre fatto sapere che il Presidente sarebbe benvenuto in Vaticano e che per lui, come per tutti i leader del mondo, le porte del Palazzo Apostolico sono spalancante senza condizioni. Il Vaticano, dicevano altri Papi, e Francesco condivide questa convinzione, è la "casa" di tutti popoli del mondo e le sue porte sono aperte sempre.
A nulla serve enfatizzare questi incontri andando al di là dei fatti e dei significati reali. Il Presidente USA non ha bisogno di intermediari per essere ricevuto dal Papa e questi a sua volta non ha bisogno di mediatori speciali per raggiungere il Capo della Casa Bianca. L'incontro di mercoledì è importante ma non occorre che il mondo sospenda il fiato. Papa Francesco e il Presidente Trump, mercoledì, si troveranno in disaccordo in diversi punti e materie, ma al tempo stesso individueranno non pochi punti di contatto e accordi. I rapporti avranno un rilancio a partire proprio da questi ultimi e non si smetterà mai di dialogare sulle differenze e disaccordi. L'unica cosa che conta è il bene comune dell'umanità e mercoledì in Vaticano sarà questa la piattaforma morale e politica dei colloqui.