martedì 30 maggio 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze
*** Santa Marta. Omelia del Santo Padre
«Preghiamo per i pastori, per i nostri pastori: per i parroci, per i vescovi, per il Papa; perché la loro sia una vita senza compromessi, una vita in cammino, e una vita dove loro non si credano al centro della storia e così imparino a congedarsi». È l’invocazione elevata da Francesco al termine dell’omelia con cui ha commentato la liturgia della parola di martedì 30 maggio, durante la messa mattutina a Santa Marta.
In particolare il Pontefice si è soffermato sulla prima lettura, tratta dagli Atti degli apostoli (20,17-27), che — ha detto — «si può intitolare “Il congedo di un vescovo”». Infatti nel racc0nto «Paolo si congeda dalla Chiesa di Efeso. Quella Chiesa che lui aveva fondato, quel giorno della Pentecoste di Efeso, quando scese su di loro lo Spirito Santo».
«Aveva seguito — ha continuato il Papa riprendendo la descrizione della scena — ma adesso deve andarsene.
E da Mileto mandò a chiamare a Efeso tutti i presbiteri». Insomma, ha chiarito Francesco usando una terminologia attuale, «era come una riunione di consiglio presbiteriale, ma dove il vescovo si congeda, il pastore si congeda».Del resto, ha fatto notare, «tutti i pastori dobbiamo congedarci. Arriva un momento dove il Signore ci dice: vai da un’altra parte, vai di là, va di qua, vieni da me. E uno dei passi che deve fare un pastore è anche prepararsi per congedarsi bene, non congedarsi a metà».
L'Osservatore Romano 
*** Viaggio del Papa in Sud Sudan, Greg Burke: “Non sarà nel 2017”
(S. Cernuzio, Vatican Insider)

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- "La gioia cristiana viene dallo Spirito Santo, che ci dà la vera libertà e il dono di portare Gesù ai fratelli."