lunedì 22 maggio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze
*** Messa Santa a Marta. Omelia del Santo Padre
«Signore, aprimi il cuore perché io possa capire quello che tu ci hai insegnato. Perché io possa ricordare le tue parole. Perché io possa seguire le tue parole. Perché io arrivi alla verità piena». È la “preghiera” da «fare in questi giorni» suggerita dal Papa durante la messa celebrata lunedì mattina, 22 maggio, a Santa Marta. Francesco l’ha pronunciata commentando come di consueto la liturgia della parola, che — ha spiegato — «in questi giorni ci fa ascoltare il lungo discorso di Gesù nell’Ultima cena» in cui annuncia «ai suoi» l’invio dello Spirito Santo.
Si tratta, di «un discorso nel quale Gesù ammonisce, ammaestra, consola» i discepoli e «dà loro speranza» assicurando: «“State tranquilli, non vi lascerò orfani”. Io me ne andrò, ma voi non rimarrete orfani, perché vi invierò un altro “avvocato” per difendervi davanti al Padre».
In proposito il Pontefice ha fatto notare che se «il primo avvocato era lui», Cristo stesso, «il grande avvocato che ci ha perdonato tutti i peccati, che ci difende», nell’Ultima cena egli parla di un secondo “avvocato”. Infatti dice: «vi invierò un altro che ci accompagnerà», spiegando che «quando verrà il Paraclito — cioè l’avvocato, che è lo Spirito Santo — che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me».
L'Osservatore Romano
*** Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro. Discorso del Santo Padre
Alle ore 12.15 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza le partecipanti al Capitolo Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge loro:
Discorso del Santo Padre
Care Sorelle,
do il mio benvenuto a tutte voi e saluto cordialmente la nuova Superiora Generale e le nuove Consigliere. Auguro che questo tempo forte che è il Capitolo Generale porti abbondanti frutti evangelici nella vita del vostro Istituto.
Frutti, anzitutto, di comunione. Aperte allo Spirito Santo, Maestro della diversità, Maestro dell’unità nelle differenze, camminerete in una comunione tra voi che rispetti la pluralità, che vi spinga a tessere instancabilmente
Sala stampa della Santa Sede
*** Comunicato della Sala Stampa: Udienza al Presidente della Repubblica d’Irlanda
[Text: Italiano, English, Español] 

*** Discorso introduttivo del Santo Padre all’apertura dei lavori della 70ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.)
 Alle ore 16.30 di questo pomeriggio, nell’Aula Nuova del Sinodo, il Santo Padre Francesco ha aperto i lavori della 70ma Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), che hanno luogo in Vaticano da oggi e fino al 25 maggio.
Dopo la preghiera iniziale, il Papa ha avuto un lungo dialogo con i Vescovi italiani.
Al termine dell’incontro, alle ore 18.45, il Santo Padre ha consegnato ai presenti il testo che riportiamo di seguito:
Discorso del Santo Padre
Cari fratelli,
in questi giorni, mentre preparavo l’incontro con voi, mi sono trovato più volte a invocare la «visita» dello Spirito Santo, di Colui che è “il soave persuasore dell’uomo interiore”. Veramente, senza la sua forza “nulla è nell’uomo, nulla senza colpa” e vana rimane ogni nostra fatica; se la sua “luce beatissima” non ci invade nell’intimo, restiamo prigionieri delle nostre paure, incapaci di riconoscere che siamo salvati solamente dall’amore: ciò che in noi non è amore, ci allontana dal Dio vivente e dal suo Popolo santo.
“Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni”.
Il primo di questi doni sta già nel convenire in unum, disponibili a condividere tempo, ascolto, creatività e consolazione. Vi auguro che queste giornate siano attraversate dal confronto aperto, umile e franco. Non temete i momenti di contrasto: affidatevi allo Spirito, che apre alla diversità e riconcilia il distinto nella carità fraterna.
Sala stampa della Santa Sede
 


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- "Siamo chiamati a vivere non gli uni senza gli altri, sopra o contro gli altri, ma gli uni con gli altri, per gli altri e negli altri."