sabato 6 maggio 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
Cari Fratelli
nell'Episcopato,
In questi giorni in cui si celebra con particolare gioia che il nostro Signore Gesù Cristo è risorto, ed è vivo e glorioso, vi scrivo per trasmettere il mio affettuoso saluto di Pasqua e testimoniare la mia vicinanza, consapevole delle difficoltà che state vivendo.
Vi assicuro che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione del popolo venezuelano di fronte ai gravi problemi che lo affliggono, e sento un profondo dolore per gli scontri e le violenze di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, e che non aiutano a risolvere i problemi; anzi causano più sofferenza e dolore.
So che anche voi, cari fratelli, condividete la situazione del popolo, che insieme con i sacerdoti, i consacrati e le consacrate e ai fedeli laici soffrite per mancanza di cibo e medicine, e alcuni hanno subìto attacchi personali e atti violenti nelle loro chiese.
Desidero esprimere la mia solidarietà a ognuno di voi e vi ringrazio per la vostra vicinanza al gregge a voi affidato, in particolare ai poveri e ai bisognosi, nonché per le iniziative destinate a promuovere la solidarietà e la generosità tra i venezuelani.
Vi ringrazio anche per le continue chiamate affinché sia evitata qualsiasi forma di violenza, siano rispettati i diritti dei cittadini e si difenda la dignità umana e i diritti fondamentali, perché, come voi, sono convinto che i gravi problemi del Venezuela possono essere risolti se c'è volontà per costruire ponti, se si desidera dialogare seriamente e rispettare gli accordi raggiunti.
Vi esorto a continuare a fare tutto ciò che è necessario per rendere possibile questo cammino difficile, convinto che la comunione tra voi e i vostri sacerdoti vi darà luce per trovare il sentiero giusto.
Cari fratelli, desidero incoraggiarvi a non permettere che i figli amati del Venezuela si lascino vincere dalla sfiducia e dalla disperazione, perché questi sono mali che penetrano nel cuore delle persone quando non si vedono prospettive future.
Invocando l'amorevole protezione di Nostra Signora di Coromoto, elevo le mie preghiere al Signore Risorto perché effonda su di voi, cari fratelli, specialmente sull'amato popolo del Venezuela, abbondanti doni pasquali di pace, che Egli stesso, vittorioso sulla morte, donò agli Apostoli liberandoli da ogni paura.
Francisco
Vaticano, 5 maggio, 2017.
(Traduzione di lavoro "Il sismografo" - LB)