giovedì 18 maggio 2017

Vaticano
Fondazione Centesimus Annus
Em.mo Presidente della Giuria, Cardinale Reinhard Marx,
Egregio Signor Presidente della della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice, Dott. Domingo Sugranyes Bickel,
Eccellenze,
Professori,
Signore e Signori,
Esprimo vivo ringraziamento per l’invito a presiedere nuovamente la cerimonia di consegna dei premi del Concorso internazionale “Economia e Società”, ormai alla sua terza edizione, nell’ambito della Conferenza annuale della Fondazione, che quest’anno porta il titolo: “Constructive alternatives in an era of turmoil. Job creation and human integrity in the digital space-incentives for solidarity and civic virtue”.
Mi compiaccio per la presenza in sala dei tre vincitori del premio: il Prof. Markus Vogt, il Rev. Padre Dominique Greiner e il Dott. Burkhard Schäfers. Ognuno di loro, nel proprio ambito di ricerca o di lavoro, e nello sviluppo delle proprie competenze, ci aiuta a dare risposte alle domande e alle preoccupazioni suscitate dagli sviluppi economici e tecnologici del XXI secolo, di questa epoca che alcuni hanno indicato come quella della quarta rivoluzione industriale.
Di fronte alla tendenza sempre presente di interpretare e modellare la realtà sociale a partire da un paradigma ideologico unidimensionale – marxismo, liberismo, nel secolo scorso e, oggi, ciò che si potrebbe chiamare “tecnolatria”, che cerca di camuffare una nuova ideologia con i tratti della scienza – gli autori premiati contribuiscono a rafforzare il modo di pensare proprio della dottrina sociale cristiana, che si impegna a risolvere i problemi sociali considerando le loro molteplici dimensioni e armonizzandole nel rispetto della dignità della persona umana. Tale metodologia intellettuale è adatta a suscitare idee nuove, capaci di rinnovare i canali di trasmissione di concetti antichi, e tuttora validi. Così fa il Professore Vogt, con l’affermazione della multidimensionalità dell’approccio alla comprensione della realtà sociale e con la proposta della “sostenibilità” quale quarto elemento di base della dottrina sociale della Chiesa. Così fa anche Padre Greiner, tramite la comunicazione agile, creativa e propositiva della stessa dottrina. Così, infine, il giornalista Schäfers, che suggerisce la riconsiderazione delle idee del Padre Oswald von Nell-Breuning, che ebbero un ruolo importantissimo nello sviluppo della dottrina sociale cristiana durante il pontificato di Pio XI e che continuano a offrire spunti validi per affrontare le sfide odierne. I lavori premiati mostrano come lo stesso Concorso indetto dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice sia un mezzo efficace per promuovere autentiche risposte alle importanti sfide della politica e dell’economia mondiale.
Insieme con l’invito a condividere questo momento, la Fondazione Centesimus Annus mi ha fatto pervenire la “Dichiarazione 2017”, “Costruire alternative per promuovere la dignità umana”, la quale anche propone un approccio multidimensionale e non ideologico alle scienze sociali, come alla prassi politica ed economica, affinché esse possano veramente operare per il bene comune. Grazie per le risposte agli insegnamenti e alle esortazioni del Santo Padre che la medesima contiene, risposte che mostrano la vitalità del pensiero dell’imprenditoria cristiana.
Infatti, si vuole un coinvolgimento di tutti gli attori sociali, specialmente degli imprenditori, non solo per aumentare l’impegno alla beneficenza, ma per affrontare in modo deciso il problema dell’inuguaglianza e della disparità dei redditi che, come la Dichiarazione ben rileva, porta a situazioni di vulnerabilità per molte persone e per le famiglie, anche nei Paesi più sviluppati. Occorre innanzitutto uno spirito di magnanima generosità: il Vangelo ci propone l’esempio di Zaccheo, che colpito dallo sguardo di Gesù condivide la metà delle sue ricchezze con i poveri. Per questo è di grande importanza incoraggiare i Fondi Volontari di Solidarietà, che si stanno costituendo, anche come effetto del dialogo approfondito in seno alla Fondazione Centesimus Annus.
Al riguardo, porto il ringraziamento del Santo Padre per il contributo delle disponibilità dell’esercizio 2016 che la Fondazione ha offerto per le opere di carità del Papa, in particolare, per il sostegno ai profughi minori non accompagnati. Non posso non unirmi al desiderio del Consiglio della Fondazione ed incoraggiare i membri all'azione caritativa sotto la guida ispirata di Papa Francesco.
Inoltre, come chiede lo stesso Papa, occorrono azioni urgenti per aiutare i più poveri a divenire i primi attori del loro destino. Così, appare necessario concepire e diffondere modelli e pratiche d'impresa accessibili anche a loro. Sul piano delle scienze sociali, serve poi discernere nuovi metodi di analisi e di misurazione, che corrispondano alle esperienze reali dei più deboli.
In pari tempo, non si può non condividere la chiamata ad includere i poveri nelle reti di produttività e a sviluppare una mediazione finanziaria alla misura delle loro necessità e possibilità. È anche da studiare con particolare attenzione il suggerimento dei “broker di buona volontà”, veri mediatori più che intermediari, che facciano incontrare le aziende e le banche con le iniziative locali, con i gruppi per lo sviluppo e con le micro-aziende, per trovare quanto prima modelli effettivamente applicabili.
La Dichiarazione Centesimus Annus 2017 affronta ugualmente il tema dei migranti e dei rifugiati, riconoscendo che l’obiettivo fondamentale deve essere quello di “difendere il diritto di ciascuno a vivere con dignità, anzitutto esercitando il diritto a non emigrare”. Ciò richiede una decisa azione per la pace. Sappiamo bene che questo non dipende in prima battuta dagli imprenditori, quanto dai governi e dalla comunità internazionale. Però gli stessi imprenditori possono offrire un prezioso contributo, sensibilizzando l’opinione pubblica, dialogando personalmente e istituzionalmente con la classe politica, promovendo tramite la collaborazione la conoscenza e l’accoglienza e, direi, soprattutto, unendo la loro preghiera a quella del Santo Padre.
Un ultimo ventaglio di temi riguarda l’economia digitale, la robotizzazione ed i “big data”, cioè l’immensa ed articolata massa di informazioni sulle persone e i loro comportamenti, ottenute tramite l’interazione digitale dei singoli. Molto è stato pubblicato recentemente sui pericoli per il lavoro, per l’inclusione sociale, per la libertà di questa nuova fase, alle volte anche con accenti drammatici. D’altra parte, in modo più sereno, si riconosce che queste innovazioni offrono un grande potenziale per promuovere un’economia sostenibile e veramente inclusiva. Parimenti, le nuove tecnologie possono accrescere, di fatto, la partecipazione dei singoli nelle decisioni politiche e nella difesa dei diritti. Tutto dipende da quale orientamento si riuscirà a dare al profondo cambiamento in corso.
A questo punto, vorrei ricollegarmi agli autori premiati che, con approcci diversi, ma ancorati ai principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa, intendono l’economia e la politica come luoghi di esercizio privilegiato della virtù della prudenza (cfr. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 547-548 e Nota 1147; Catechismo della Chiesa Cattolica, 1806). Il messaggio è che sempre è necessario un adeguato discernimento, alla luce della giustizia, di tutti gli elementi in gioco nelle varie situazioni storiche e di come diventa urgente assumere decisioni coraggiose per fare il bene, anche quando ciò può costare grandi sacrifici personali.
Rivolgendosi alle Nazioni Unite, Papa Francesco ha fatto ricorso alle virtù cardinali, come linee guida dell’azione politica internazionale. Le sue parole si applicano felicemente anche all’universo imprenditoriale. Ricordava il Papa che “la definizione classica di giustizia… contiene come elemento essenziale una volontà costante e perpetua: Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Il mondo chiede con forza a tutti i governanti una volontà effettiva, pratica, costante, fatta di passi concreti e di misure immediate, per preservare e migliorare l’ambiente naturale e vincere quanto prima il fenomeno dell’esclusione sociale ed economica …Non bisogna perdere di vista, in nessun momento, che l’azione politica ed economica è efficace solo quando è concepita come un’attività prudenziale, guidata da un concetto perenne di giustizia e che tiene sempre presente che, prima e aldilà di piani e programmi, ci sono donne e uomini concreti, uguali ai governanti, che vivono, lottano e soffrono, e che molte volte si vedono obbligati a vivere miseramente, privati di qualsiasi diritto”.
Il Santo Padre alza costantemente la Sua voce profetica per chiedere una “rivoluzione della tenerezza”. Il management aziendale può far parte di tale rivoluzione, senza perdere la sua professionalità ma, al contrario, esercitandola sempre con maggiore serietà, animato da autentico spirito di servizio per lo sviluppo umano integrale. Credo che ciò sia la finalità propria anche del Concorso internazionale “Economia e Società”, così come delle Conferenze annuali della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, e della Fondazione stessa. Formulo, pertanto, fervidi auguri perché queste attività si svolgano sempre con più efficacia e incidenza ecclesiale e sociale. Grazie per tutto quello che generosamente state realizzando per la Chiesa e per il bene della società umana.