domenica 7 maggio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Santa Messa di Papa Francesco con Ordinazioni Presbiterali
Alle ore 9.15 di oggi, IV Domenica di Pasqua e 54.ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il Santo Padre Francesco ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione Presbiterale a 10 diaconi provenienti dai seminari diocesani romani (Pontificio Seminario Romano Maggiore, Pontificio Seminario Romano Minore, Collegio Diocesano “Redemptoris Mater”, Seminario della Madonna del Divino Amore) e da altri Collegi. Hanno concelebrato con il Santo Padre: il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, S.E. Mons. Filippo Iannone, Vicegerente, i Vescovi Ausiliari, i Superiori dei Seminari interessati e i Parroci degli Ordinandi.
L’omelia che il Santo Padre ha pronunciato nel corso della Celebrazione Eucaristica è nella sostanza l’Omelia rituale prevista nell’edizione italiana del Pontificale Romano per l’Ordinazione dei Presbiteri, a cui però ha aggiunto alcune sue considerazioni.
Omelia del Santo Padre
Fratelli carissimi,
questi nostri figli sono stati chiamati all’ordine del presbiterato. Riflettiamo a quale ministero saranno elevati nella Chiesa.
Come voi ben sapete, fratelli, il Signore Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale. Nondimeno, tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore. Sono stati eletti dal Signore Gesù non per fare carriera, ma per fare questo servizio.
(Testo)
*** Regina Coeli di Papa Francesco
- "Non è sempre facile distinguere la voce del pastore buono. C’è sempre il pericolo del ladro, del brigante e del falso pastore. C’è sempre il rischio di essere distratti dal frastuono di tante altre voci"
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nel Vangelo di questa domenica (cfr Gv 10,1-10), detta “del buon pastore”, Gesù si presenta con due immagini che si completano a vicenda. L’immagine del pastore e l’immagine della porta dell’ovile. Il gregge, che siamo tutti noi, ha come abitazione un ovile che serve da rifugio, dove le pecore dimorano e riposano dopo le fatiche del cammino. E l’ovile ha un recinto con una porta, dove sta un guardiano. Al gregge si avvicinano diverse persone: c’è chi entra nel recinto passando dalla porta e chi «vi sale da un’altra parte» (v. 1). Il primo è il pastore, il secondo un estraneo, che non ama le pecore. Gesù si identifica col primo e manifesta un rapporto di familiarità con le pecore, espresso attraverso la voce, con cui le chiama e che esse riconoscono e seguono (cfr v. 3). Lui le chiama per condurle fuori, ai pascoli erbosi dove trovano buon nutrimento.
(Testo)
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- "Lasciamoci provocare dalle parole e dai gesti di Gesù, accogliamo da Lui una vita pienamente umana, lieta di spendersi nell’amore."