mercoledì 24 maggio 2017

(LB) La vecchia volpe, il solito, lo scaltro ... ma la memoria è un bene universale che possono usare tutti. Ora, Donald Trump, cambia registro: "Sono onorato che papa Francesco mi abbia invitato, ho molto rispetto per lui”. Così ieri pomeriggio sull’Air Force One che lo portava da Israele a Roma, durante un brevissimo colloquio con alcuni giornalisti a bordo. Nulla da dire. Fa piacere ascoltare queste parole da parte del Presidente Trump che in passato aveva detto altre cose.
In Vaticano fra poco troverà un vero amico; un Papa disposto ad ascoltare le sue ragioni e a conoscere la sua visione del mondo e una diplomazia aperta, desiderosa di collaborazione e sinergie in ogni ambito d'interesse comune per l'uomo e per l'umanità, in particolare in momenti così drammatici come quelli odierni in diversi punti del pianeta.
Una piccola importante precisazione: il Presidente Trump non ha avuto nessun invito da parte del Papa. Il Pontefice, come si è detto mille volte, ha le porte del Vaticano aperte sempre per ricevere tutti i leader del mondo. La norma, l'assioma diplomatico conosciuto da decenni è: il Papa riceve tutti ma non invita nessuno. Dire "sono onorato per l'invito ricevuto" non è vero perché è lui che ha chiesto di essere ricevuto. Alla sua importante richiesta la Sede Apostolica ha risposto subito positivamente.
Lo scorso 20 aprile, mons. Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari generali presso la Segreteria di Stato vaticana, in merito a notizie che parlavano di una possible visita di Trump in Vaticano sottolineò all'agenzia Ansa: "Papa Francesco è sempre disponibile ad accogliere i capi di Stato che gli fanno domanda di udienza". Più o meno nelle stesse ore all’agenzia France Press il direttore della sala stampa vaticana, Greg Burke, dichiarava che "alla fine della scorsa settimana non avevamo ricevuto ancora alcuna richiesta ufficiale per una udienza ma sicuramente la accoglieremmo positivamente".