lunedì 29 maggio 2017

Fatto Quotidiano
(Marco Politi)  Finito il tour europeo del presidente americano, anche il Vaticano è in grado di fare un bilancio complessivo e meditato. Al di là del riavvicinamento diplomatico di Trump, che nella base di Sigonella si è detto onorato di aver incontrato papa Francesco e di aver pregato con lui per la pace, emerge con nettezza il fossato tra Santa Sede e Stati Uniti per quanto riguarda la visione geopolitica. È una diversità radicale di atteggiamenti, che non resterà limitata soltanto ai rapporti bilaterali, ma che – data la posizione internazionale di Francesco – è destinata ad esercitare un influsso, specialmente sull’opinione pubblica europea. Si contrappongono due orizzonti politici e culturali. La diplomazia vaticana non nasconde il fatto che, a differenza dell’Europa, dove populisti e sovranisti sono stati sconfitti in Austria, Olanda e Francia, a Washington, invece il populismo ha vinto sotto lo slogan del puro egoismo nazionale: (...)