martedì 16 maggio 2017

L'Osservatore Romano
(Riccardo Burigana) Camminare insieme: queste parole hanno guidato i lavori dell’annuale edizione del National Workshop on Christian Unity (Nwcu) che si è tenuto nei giorni scorsi a Minneapolis, nel Minnesota. Il Nwcu — la cui istituzione risale al 1963, quando, con il concilio Vaticano II appena iniziato, alcuni cattolici pensarono di organizzare un incontro di formazione ecumenica per i membri delle Chiese — è diventato una tappa fondamentale del dialogo ecumenico negli Stati Uniti per i temi affrontati e per il livello di partecipazione, tanto più che negli ultimi anni il programma del Laboratorio nazionale sull’unità cristiana si è arricchito delle riunioni annuali degli organismi ecumenici delle principali Chiese statunitensi.Quest’anno il Nwcu, che è stato preparato dall’episcopato cattolico, dalle comunità nazionali battiste, episcopaliane e presbiteriane, dalla Chiesa unita di Cristo, dalla Società biblica e dal Graymoor Institute, è stato dedicato al tema “Reform, Repentance and Reconciliation among the Followers of Christ” (Riforma, pentimento e riconciliazione tra i seguaci di Cristo). La scelta del tema ha inteso rispondere al desiderio di offrire un ulteriore contributo ecumenico alla commemorazione del cinquecentenario della Riforma protestante, in un tempo nel quale i cristiani statunitensi devono confrontarsi anche con la politica della nuova amministrazione della Casa Bianca, sulla quale si è aperto un vasto dibattito all’interno del movimento ecumenico nazionale. Per questo a Minneapolis centrale è stata la discussione sul significato della Riforma per il dialogo contemporaneo.
La commemorazione ecumenica di questo anniversario — è stato sottolineato — «fa parte di un cammino del quale i cristiani devono ringraziare il Signore dal momento che ha consentito loro di comprendere lo scandalo delle divisioni e di procedere nella direzione di una sempre più piena comunione». Di fronte alle ferite, che ancora impediscono l’unità visibile della Chiesa, tutte le comunità sono chiamate a pregare per affidare al Signore tempi e modi del cammino ecumenico. In questa direzione, particolarmente coinvolgenti sono state le parole del vescovo cattolico Denis James Madden, già ausiliare di Baltimore, e del vescovo Elizabeth Eaton, presidente della Evangelical Lutheran Church of America, che hanno animato un momento assembleare dedicato a una valutazione di quanto cattolici e luterani hanno fatto e stanno facendo per vivere quest’anno come «tempo fecondo per la riconciliazione delle memorie», per la preghiera in comune e la condivisione delle speranze nello spirito del documento Dal conflitto alla comunione, utilizzato nei momenti di preghiera che hanno scandito i lavori del Nwcu.
A Minneapolis, città che solitamente ospita importanti incontri ecumenici, si è parlato delle iniziative per l’accoglienza dei rifugiati, dando spazio al racconto dell’esperienza del Consiglio delle Chiese cristiane del Minnesota, ai progetti di cooperazione islamo-cristiana negli Stati Uniti, alle difficili condizioni delle comunità cristiane del Medio oriente e alla necessità di proseguire e rilanciare l’impegno quotidiano per la salvaguardia del creato, anche in relazione ai recenti, discussi provvedimenti governativi. 
L'Osservatore Romano, 15-16 maggio 2017.