giovedì 18 maggio 2017

Repubblica Centrafricana
Nella Repubblica Centrafricana Musulmani al sicuro in cattedrale
L'Osservatore Romano
Un migliaio di fedeli musulmani rifugiatisi in moschea e assediati dai guerriglieri antibalaka sono stati evacuati grazie alla protezione della comunità cattolica e ospitati presso la cattedrale di Bangassou e nel locale seminario. Nella città che si trova nel sud-est della Repubblica Centrafricana sono infatti nuovamente esplose le violenze tra fazioni rivali. Secondo un primo calcolo della Croce rossa, il bilancio potrebbe essere intorno a centocinquanta morti, oltre a un numero imprecisato di feriti.
Come accennato, gli antibalaka hanno assalito nei giorni scorsi Tokoyo, il quartiere a maggioranza musulmana di Bangassou. L’arcivescovo di Bangui, il cardinale Dieudonné Nzapalainga, e monsignor Juan José Aguirre Muñoz, vescovo di Bangassou, sono intervenuti per permettere a un migliaio di fedeli musulmani che si erano rifugiati nella locale moschea di uscire dal luogo di culto, facendo addirittura da scudo umano per proteggerli. Durante l’evacuazione sono stati sparati diversi colpi di arma da fuoco che hanno colpito e ucciso l’imam della moschea, che si trovava accanto a monsignor Aguirre Muñoz. Grazie all’intervento dei caschi blu della missione Minusca dell’Onu, gli sfollati hanno quindi potuto lasciare la moschea per essere trasferiti nella cattedrale e nel seminario locali.
Negli ultimi mesi, lotte interne alle parti coinvolte negli scontri hanno ulteriormente spaccato i gruppi rivali, scatenando un uovo conflitto per il controllo del territorio e delle risorse, soprattutto nella parte centrale e orientale del paese (nelle prefetture di Ouaka, Haute Kotto, Basse Kotto and Mbomou). I primi a soffrire naturalmente sono i civili, in particolare donne e bambini, fuggiti nella boscaglia, dove cercano di sopravvivere con ciò che riescono a trovare.
Sia il vescovo di Bangassou che l’arcivescovo di Bangui stanno cercando di far fermare gli scontri e convincere i ribelli a deporre le armi operando una difficile e complicata mediazione.
L'Osservatore Romano, 18-19 maggio 2017