giovedì 18 maggio 2017

Regno Unito
Vescovi anglicani e cattolici in vista delle elezioni nel Regno Unito. Brexit e non solo
L'Osservatore Romano
(Fabrizio Contessa) Votare e interessarsi della cosa pubblica è un dovere dei cristiani. Tanto più in un frangente così delicato e ricco di incognite come quello della Brexit. È quanto sostengono l’episcopato anglicano e quello cattolico che in questi giorni hanno diffuso i rispettivi messaggi in vista delle elezioni parlamentari anticipate in calendario l’8 giugno prossimo. In entrambi i casi, pur senza indicazioni esplicite di voto, è chiaro l’invito dei presuli alla partecipazione, intesa come un superamento delle tentazioni sempre in agguato dell’apatia e del cinismo. Con una preoccupazione per la salvaguardia dei valori della solidarietà.
In questa prospettiva, gli arcivescovi di Canterbury e di York, Justin Welby e John Sentamu, rilevano come l’ispirazione della fede abbia un ruolo centrale da svolgere nell’attuale contesto politico. Nella lettera pastorale diffusa in tutte le parrocchie e le cappellanie della Church of England si incoraggiano pertanto gli elettori a tenere ben presente la storia e il patrimonio cristiano della Gran Bretagna. Soprattutto, viene sottolineato, il matrimonio e la famiglia, intesi come elementi costitutivi della società, dovrebbero essere «nutriti e sostenuti» come «una benedizione». I presuli anglicani ricordano come queste elezioni, alla vigilia dei negoziati che porteranno la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea, «vengono vissute sullo sfondo di questioni profonde che riguardano la nostra identità» e che il meglio dei «valori britannici e cristiani» sono «istruzione e sicurezza sociale per tutti, accoglienza degli stranieri bisognosi e rispetto delle diverse identità religiose». In questa ottica, Welby e Sentamu evidenziano come la fede abbia un ruolo determinante anche nel prevenire l’estremismo e la violenza fondamentalista. Da qui, l’invito rivolto ai parlamentari perché si impegnino anche a «migliorare l’alfabetizzazione religiosa dei cittadini», dato che, viene rilevato, «i presupposti della secolarizzazione non sono una guida affidabile per capire come il mondo funziona, né ci consentono di capire l’importanza della fede nella vita delle altre persone».
Un chiaro invito a votare e a votare con coscienza sui temi che stanno più a cuore alla Chiesa è contenuto in un messaggio della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles che domenica prossima verrà diffuso in tutte le parrocchie cattoliche del paese. La lettera comincia con un accorato appello agli elettori perché si registrino per votare. «Ti raccomandiamo. Vai a votare», scrivono i vescovi, che rivolgendosi personalmente a ogni elettore ribadiscono come «il tuo voto è una questione di coscienza». Nel documento si incoraggiano i fedeli «a prendere parte attiva nelle elezioni», anche perché, viene ricordato, dai risultati elettorali si determineranno «il modo in cui il nostro paese lascerà l’Unione europea e i valori che ci sono più cari».
Soprattutto, nel loro messaggio i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles ricordano i principi enunciati da Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium e invitano gli elettori a votare per candidati che «sanino le divisioni della nostra società, si preoccupino dei più deboli e di come i nostri servizi pubblici vengono gestiti». Facendo in questo anche riferimento al rischio che il Regno Unito possa dividersi dopo la Brexit. Nel loro messaggio i presuli suggeriscono inoltre una serie di questioni che i fedeli possono porre ai candidati, per i quali si preparano a votare, per capire se questi ultimi difenderanno i temi che stanno più a cuore ai cattolici. Si comincia proprio col tema della Brexit e la Conferenza episcopale invita i fedeli cattolici a chiedere ai candidati al parlamento di Westminster quale sia la loro posizione sui diritti dei cittadini europei nel Regno Unito e sui diritti dei cittadini britannici negli altri paesi dell’Unione europea. Seguono altri temi come il suicidio assistito, la riforma delle carceri, l’accoglienza ai migranti e ai rifugiati politici, la libertà di praticare la propria religione, l’aiuto ai più poveri, il sostegno alle scuole cattoliche e la lotta alla tratta di persone.
I principi fondamentali della dottrina sociale sono anche al centro del messaggio diffuso dai vescovi scozzesi. «La nostra nazione, il nostro parlamento e il nostro governo — avvertono — saranno giudicati per il modo in cui trattano i nostri cittadini più poveri e vulnerabili».
L'Osservatore Romano, 18-19 maggio 2017