mercoledì 31 maggio 2017

Regno Unito
Rapporto della National Catholic Safeguarding Commission. La lotta agli abusi è una priorità
L'Osservatore Romano
«Assicurarsi che bambini e adulti vulnerabili siano al sicuro non è soltanto una procedura o un dovere, ma deve essere al centro della missione della Chiesa»: è quanto ha affermato Chris Pearson, presidente della National Catholic Safeguarding Commission (Ncsc), organismo indipendente, fortemente voluto dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e dalla Conferenza dei religiosi nel 2008, per garantire che minori e adulti vulnerabili siano protetti contro ogni tipo di abuso.
Nei giorni scorsi, la National Catholic Safeguarding Commission ha pubblicato il rapporto annuale nel quale sono stati illustrati i risultati raggiunti e le più importanti novità messe in atto in ciascuna diocesi, tra le quali: un aumento ulteriore delle parrocchie con un rappresentante che ha l’incarico specifico di salvaguardare l’integrità fisica e psicologica dei bambini e una nuova linea telefonica, ancora da attivare, gestita da psicologi e “counsellor”, non necessariamente cattolici, in grado di ascoltare il dramma di chi ha subito un abuso.
La commissione aveva sostituito l’Ufficio cattolico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili (Copca), fortemente voluto dal cardinale Cormac Murphy O’Connor, allora primate della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles, in seguito alla pubblicazione del rapporto Nolan nel 2001. In quel periodo, il rapporto suggeriva l’istituzione di un ente cattolico per la protezione dei bambini e una serie di misure per estirpare casi di pedofilia dalla Chiesa. Tra i suggerimenti proposti allora: confessionali con le porte in vetro, una banca dati per controllare tutte le informazioni sugli aspiranti sacerdoti, un responsabile per il benessere dei bambini in ogni parrocchia, diocesi e ordine religioso; infine il consiglio di non dare alcun incarico che metta a repentaglio i minori a chi è stato condannato e di indagare subito chi è sospettato. Dal 2001 a oggi la Chiesa di Inghilterra e Galles ha compiuto sforzi enormi per rispondere alla sfida-sicurezza e alla protezione dei minori. Dal 2010 è attivo il sito www.cedar.uk.net dove sacerdoti, ma anche altre persone che ricoprono posizioni di responsabilità nelle parrocchie, possono trovare numeri di telefono ai quali chiedere aiuto, modelli e risorse per preparare incontri al fine di rendere le parrocchie più consapevoli del problema.
Per l’episcopato britannico, la lotta agli abusi è di estrema priorità e ogni singola diocesi ha avviato una serie di iniziative per contrastare e arginare questo turpe fenomeno. «Tutela — si legge nel rapporto — significa proteggere la salute, il benessere e i diritti umani delle persone e permettere loro di vivere liberi da violenze, abusi e abbandono».
La squadra di tutela dell’arcidiocesi di Birmingham pone grande enfasi sul fornire una risposta calorosa e amichevole a tutti. «Questo — spiegano dall’arcidiocesi — è un elemento fondamentale per incoraggiare le persone a vedere la tutela come qualcosa di positivo e come parte integrante del lavoro e della missione della Chiesa. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo avuto molti riscontri positivi su questo punto e continueremo su questa scia».
Nella diocesi di Hexam and New Castle, per esempio, c’è un rapporto di collaborazione con la società san Vincenzo de’ Paoli, in particolare su progetti speciali che comprendono l’accoglienza per gli adulti afflitti da malattie mentali e il sostegno ai disoccupati e ai senzatetto. «Nelle nostre parrocchie — spiegano dalla diocesi — è previsto un periodo di formazione per il personale e i volontari», al fine di affrontare al meglio ogni criticità. Nella diocesi di East Anglia sono stati organizzati due eventi annuali sulla tratta degli esseri umani e sugli abusi, con il coinvolgimento della polizia e di altre parti interessate. La diocesi di Wrexham, invece, ha attivato un sito dove si possono attingere informazioni e chiedere consigli sul tema dell’abuso. Mentre nelle parrocchie vengono distribuiti volantini e brochure in diverse lingue per incoraggiare e informare i fedeli sulle iniziative promosse dalla Chiesa.
Secondo il rapporto appena pubblicato dalla “National Catholic Safeguarding Commission”, si evince che nell’ultimo anno le denunce per abusi contro bambini registrate dalla Chiesa cattolica (e subito trasmesse all’autorità giudiziaria) sono state 145; di queste, quarantacinque hanno coinvolto sacerdoti.
L'Osservatore Romano, 31 maggio - 1° giugno 2017