venerdì 12 maggio 2017

Portogallo
«Un annuncio di conversione e pace». Il patriarca di Lisbona: la chiave per capire Fatima è la semplicità dei pastorelli
Avvenire
(Lucia Capuzzi)  Il sole lotta strenuamente con le nubi scure. Di tanto in tanto, i suoi raggi squarciano il cielo e il velo insistente di pioggia s' arrende. Per qualche istante. I pellegrini non vi fanno caso. I loro occhi sono fissi sulla colonna bianca, in cima alla quale la statua di Nostra Signora di Fatima allarga le braccia per accoglierli. Nell'osservarli si comprende la definizione data dal patriarca di Lisbona, il cardinale dom Manuel Clemente (Manuel José Macário do Nascimento Clemente), alla città che ospita il secondo Santuario mariano più visitato del pianeta, dopo Guadalupe: «altare del mondo». «Esattamente al centro della geografia portoghese, Fatima ne è diventato il baricentro spirituale. Chi vi è stato, con cuore sincero e disponibile, sa il perché», dice ad Avvenire dom Manuel, creato cardinale nel 2015. 
Già: per quanto se ne sia scritto e se ne possa scrivere, le parole hanno difficoltà a descrivere l' esperienza-Fatima. In cui la luce sempre accesa delle centinaia e centinaia di candele, si mescola alle invocazioni spontanee, alle lacrime trattenute, ai gesti di tenerezza improvvisa verso la "Vergine bianca". A partire da tale intensità, si coglie la capacità di Fatima di essere «segnale di speranza», come hanno scritto nella recente lettera pastorale i vescovi portoghesi. «Speranza va intesa, in questo caso, nel senso che ha dato al termine Benedetto XVI, per cui la seconda virtù teologale è "performativa" poiché enunciato e realizzazione coincidono creativamente. Da cento anni, Fatima annuncia conversione e pace, in quest' ordine. Perché solo così accade - afferma il patriarca e presidente della Conferenza episcopale portoghese -. La "guerra mondiale a pezzi", della quale parla spesso papa Francesco, infatti, comincia nei cuori delle persone che distruggono o si distruggono a causa del male fatto agli altri o sé stessi. Nel 1917 la Vergine invitò alla conversione per far terminare il conflitto in corso. E così accadde. Poi la fede iniziò a vacillare e tornò la guerra. Possiamo, però, mettervi fine, con una conversione evangelica più decisa e costante», prosegue il porporato, figura nota del panorama culturale nazionale. 
Il vescovo umanista l'hanno soprannominato, per il suo impegno di dialogo con tutte le componenti della società. Tanto da essere il primo sacerdote insignito, nel 2009, del prestigioso "Premio Pessoa". Eppure il patriarca e teologo è convinto che Dio «ci sorprenda con la sua semplicità». In tale ottica, i pastorelli Giacinta e Francesco Marto, che domani saranno canonizzati nelle Messa presieduta da papa Francesco, rappresentano «un itinerario pedagogico per il discepolo di Cristo. Seguendo il loro esempio - come tanti hanno fatto e molti ancora faranno - possiamo imparare ad essere "come bambini" per entrare nel Regno dei Cieli». È la semplicità dei pastorelli, dunque, la chiave per intendere la rivelazione o segreto di Fatima. «C' è il cielo, luminoso, da cui scende per apparire loro la Madre di Gesù. Vi è, però, purtroppo anche il suo contrario, dove le vite vengono distrutte. Possiamo "tornare al cielo" attraverso la conversione evangelica, la preghiera costante e l' autentica carità. Recuperando la purezza della creazione, come accade nel Cuore Immacolato di Maria, da cui nasce Gesù, l'uomo nuovo. Alla fine, il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Ma possiamo e dobbiamo accelerare tale trionfo, procedendo nella conversione, nostra e altrui». La conversione - intesa come metànoia, ribaltamento del cuore, frutto del Vangelo, che si traduce in un cambiamento di vita per la costruzione della giustizia del Regno - è l' unico antidoto all' Inferno, mostrato dalla Vergine ai pastorelli. «Rispetto agli inferni in cui il mondo e le vite degli esseri umani si possono trasformare, tocca a noi scegliere il Cielo», afferma il cardinale. 
Cioè il Vangelo e il suo progetto per e nella storia. Con profonda fede nella profezia di "pace possibile" della Madonna, Francesco arriva oggi a Fatima. Un pellegrinaggio la cui importanza «non possiamo nemmeno immaginarla - conclude il cardinale -. I frutti di questo viaggio ci sorprenderanno. Mi colpisce come il Papa sia vicino allo "stile di Fatima": anche Giacinta, come lui, chiedeva sempre di pregare per lei. Ora Francesco viene e oreremo tutti insieme. Quando accade così i risultati oltrepassano qualunque calcolo umano».