sabato 13 maggio 2017

Portogallo 
Nel benvenuto del vescovo. Pellegrino con i pellegrini
L'Osservatore Romano
«L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore!»: è proprio «con le parole del cantico della Vergine Maria» che monsignor António Marto, vescovo di Leiria-Fátima, ha voluto «esprimere il sentimento di gioia» dell’intero popolo portoghese per il pellegrinaggio del Papa. Insieme, ha detto dando il benvenuto a Francesco, possiamo «cantare la misericordia del Signore che è risuonata qui cento anni fa, nel messaggio della Madonna rivolto a tutta l’umanità».
«A Fátima pulsa il cuore materno del Portogallo» ha affermato il presule, facendosi interprete dei sentimenti di tutto il «popolo cattolico del Portogallo e di tanti uomini e donne di buona volontà che le vogliono bene». Ognuno di noi, ha proseguito, riconosce «Papa Francesco come una voce profetica chiara sulla scena mondiale», capace nonostante «pericoli e paure, di abbattere i muri di separazione, e di costruire ponti d’incontro tra gli uomini e i popoli». Di essere, insomma, «la voce di coloro che non ce l’hanno — i poveri, i sofferenti e gli scartati —, di aprire vie di speranza e di pace, di portare la gioia e l’amore di Dio, la gioia del Vangelo a ogni creatura, in qualsiasi condizione si trovi».
Un «grazie» particolare il vescovo ha poi rivolto al Papa «per essere venuto fra noi come pellegrino, secondo il motto della visita: “Con Maria, pellegrino nella speranza e nella pace”». È significativo, ha fatto notare, che il Pontefice sia «qui con noi, pellegrino tra i pellegrini giunti da tutto il mondo, in quest’assemblea della Chiesa pellegrina, della Chiesa viva, santa e peccatrice, per celebrare il ringraziamento per il centenario delle apparizioni della Vergine Maria e per il suo messaggio di grazia, di misericordia e di pace che, cento anni fa, è partito da qui verso tutto il mondo per mezzo di tre bambini, i pastorelli di Fátima». A ciò, ha proseguito, si aggiunge il desiderio di «ringraziare il Signore per le piccole e grandi meraviglie di grazia che egli ha compiuto in Maria e attraverso il suo messaggio nel corso di questi cento anni, in tante storie di pellegrini devoti, in frutti di conversione, di riconciliazione, di santità, di comunione, di pace».
Proprio «laffetto e la preghiera per il Papa — ha spiegato — sono parte del messaggio che assicura l’appoggio della Madre della Chiesa alla Chiesa pellegrina, in mezzo alle persecuzioni, e al suo pastore universale».
È «all’intercessione della Madonna di Fátima e dei santi Francesco e Giacinta Marto», ha concluso il vescovo, che «affidiamo» il Papa, «affinché il Signore le dia fortezza, coraggio e fecondità nel suo ministero apostolico al servizio della Chiesa in uscita, incontro alle periferie umane, e al servizio della pace nel mondo».

L'Osservatore Romano, 13-14 maggio 2017