sabato 13 maggio 2017

Portogallo
Il patriarca di Lisbona rilancia il messaggio del santuario. Ponte di misericordia
L'Osservatore Romano
Il magistero di Papa Francesco «coincide insistentemente con quello della Madre di misericordia»: è un fatto che «i pastorelli l’hanno sempre sentita parlare di amore per gli altri, di riscatto dai mali che li affliggevano nel corpo e nello spirito, di riparazione del male attraverso il sacrificio per il bene di tutti». Lo ha affermato il patriarca di Lisbona, il cardinale Manuel Clemente, nell’incontro tra il Papa e i vescovi portoghesi, nella casa Nossa Senhora do Carmo a Fátima, dopo la messa per la canonizzazione.
Il santuario mariano, ha spiegato, «trasforma le lacrime in speranza, supera le guerre con la pace ed è fonte di misericordia che sgorga dai cuori di Cristo e di Maria». E così «con lei — ha detto il cardinale rivolgendosi a Francesco — l’unione di Fátima e del suo messaggio con il Papa e il suo ministero acquista particolare rilevanza e urgenza nelle attuali circostanze della Chiesa e del mondo».
Il patriarca ha voluto quindi ringraziare il Papa per il pellegrinaggio in occasione delle celebrazioni del centenario delle apparizioni. Mettendo in risalto «il profondo legame» che si vive a Fátima, da cento anni, con la preghiera «per il Santo Padre e le sue intenzioni: per Giacinta l’intenzione era permanente». E oggi, ha insistito, proprio la presenza del Papa rafforza questa realtà, «perché vuol dire ricordare l’amore di Dio, come si manifesta in Cristo, condiviso dalla sua e dalla nostra Madre e testimoniato anche dalla Chiesa attorno al successore di Pietro».
E i Papi «lo hanno compreso bene e hanno subito stabilito un legame con Fátima», ha spiegato il patriarca. «Nel 1917 — ha ricordato — il Papa era Benedetto XV, i cui sforzi per porre fine alla prima guerra mondiale indubbiamente coincisero con quello che nostra Signora promise a Fátima, perché gli uomini si convertissero. Con Pio XI e Pio XII il legame Roma-Fátima divenne sempre più forte e più esplicito, e Pio XII ci consacrò all’immacolato cuore di Maria. Roncalli e Luciani vennero qui quando erano patriarchi di Venezia. Da Paolo VI a Francesco, la presenza dei Papi è stata costante ed evidente, sottolineando così questo nesso del messaggio».