domenica 21 maggio 2017

Nepal
Dopo il terremoto netto aumento del numero di bambini venduti per lavorare o prostituirsi. Nepal mercato di piccoli schiavi
L'Osservatore Romano
Bambini venduti dai loro stessi familiari a trafficanti di esseri umani: accade in Nepal a piccoli orfani, o semplicemente poveri. Un fenomeno drammatico di cui, secondo l’Unicef, restano vittime ogni anno almeno 15.000 minori. Ma secondo alcune ong che lavorano a Kathmandu, si deve parlare di 25.000. Un numero spaventoso, cresciuto almeno del 15 per cento dopo il terribile terremoto di due anni fa.
I paesi del Golfo sono i principali «acquirenti» di bambine nepalesi sotto i 14 anni. L’Unicef racconta di piccoli destinati a lavorare nelle miniere e nelle fabbriche, o a diventare schiavi per i mercati di India, Iraq, Oman, Cina, Sud Corea, Hong Kong, Arabia Saudita, Qatar. La maggior parte è condannata allo sfruttamento sessuale.
L’unico modo per evitare, o almeno tentare di evitare che le famiglie credano di non avere via di uscita se non quella di mandare via i figli, è proteggerli in strutture che li tengano lontani dai trafficanti. In un paese in cui solo due anni fa, soprattutto nelle zone rurali, case e scuole sono state polverizzate dal terremoto è particolarmente difficile. Ma è proprio la scommessa che tentano le ong che lavorano in particolare nei distretti della capitale Kathmandu e in quelli di Sindupalchock, Kavrepalanchok. Solo a Sindupalchock sono morte 40.000 persone e l’80 per degli edifici sono stati distrutti. Al momento sono state assicurate 63 strutture temporanee per garantire la scolarizzazione e un luogo sicuro a 5000 bambini, monitorando la loro presenza e prevenendo il rischio che cadano nelle mani dei trafficanti.
Il 25 aprile 2015 il sisma di grado 7.8 sulla scala Richter ha provocato 9000 morti, polverizzato 700.000 edifici e ridotto alla disperazione tre milioni di persone. Da allora i bambini e le donne sono diventate ancora più facile preda della tratta. E il terremoto ha lasciato migliaia di orfani, senza entrambi i genitori o con solo la madre o il padre. Il governo cerca di evitare quanto possibile di mandare i piccoli negli orfanotrofi e così li affida ai parenti più prossimi, e sono loro che spesso li vendono per pochi dollari. Ma anche a una madre rimasta sola non sembra di avere alternative. Il tasso di povertà, già tra i più alti al mondo, è cresciuto arrivando a toccare il 46 per cento della popolazione.