lunedì 29 maggio 2017

Mondo
Osservatore Romano: Clima di divisione in occidente
L'Osservatore Romano
«I tempi in cui si poteva fare pieno affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l’ho capito negli ultimi giorni. Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani». Non ha usato mezzi termini il cancelliere tedesco, Angela Merkel, per spiegare il suo punto di vista sugli assetti delle alleanze in occidente dopo il G7 di Taormina e il vertice della Nato di Bruxelles. Parlando a Monaco di Baviera in vista delle elezioni, Merkel non ha fatto alcun esplicito riferimento agli Stati Uniti di Donald Trump o al Regno Unito del dopo Brexit, ma gli analisti concordano nel ritenere che le dichiarazioni del cancelliere federale indichino una chiara distanza, soprattutto con Washington.
La prova più lampante sono le divisioni sul clima, con un comunicato finale del G7 che ha fatto emergere una posizione certamente non univoca. Il presidente Trump non ha infatti ceduto alle pressioni per restare nell’accordo di Parigi, prendendo tempo e riservandosi una decisione nei prossimi giorni. Secondo indiscrezioni riportate da alcuni media statunitensi, Trump avrebbe tuttavia già deciso e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori — incluso il responsabile dell’Agenzia per la protezione ambientale, Scott Pruitt — avrebbe già detto che intende ritirare gli Stati Uniti dall’intesa siglata da Barack Obama. Una mossa nell’aria da tempo e che a Taormina potrebbe avere avuto una conferma.
Ma a Monaco di Baviera, Merkel non ha fatto riferimento solo al trattato di Parigi, ma anche alla Nato, con Trump che non ha appoggiato esplicitamente l’articolo cinque dell’alleanza, quello sull’impegno alla mutua difesa.
Il cancelliere ha parlato anche della Gran Bretagna, che, dopo la Brexit, lascia spazio a nuove alleanze e a nuovi equilibri non solo a livello continentale. «È ovvio che dobbiamo avere rapporti amichevoli con gli Stati Uniti, con la Gran Bretagna e con altri vicini inclusa la Russia, ma dobbiamo combattere da soli per il nostro futuro» ha affermato Merkel, il cui sguardo, secondo gli analisti, è rivolto principalmente al nuovo presidente francese Emmanuel Macron, il quale, come Trump, ha fatto il suo esordio internazionale con il vertice della Nato e con il G7. Uno sguardo attento alla ricerca di intese per un nuovo piano per l’Europa, che secondo indiscrezioni di stampa, Merkel vorrebbe portare avanti dopo le elezioni tedesche che si terranno in settembre.
Secondo Donald Trump il suo viaggio all’estero «è stato un successo per l’America». E tale potrebbe ai suoi occhi essere la nuova posizione statunitense sul surriscaldamento globale. L’inquilino della Casa Bianca ha più volte ribadito, anche durante la campagna elettorale, che l’accordo di Parigi, così come molte norme per la salvaguardia dell’ambiente, sono un danno per l’economia. E per un presidente che ha fatto dell’America First la sua priorità, la crescita economica è certamente più importante del clima.
L'Osservatore Romano, 29-30 maggio 2017