sabato 13 maggio 2017

Mondo
Il viaggio sui media internazionali. Luogo ideale
L'Osservatore Romano
La profonda devozione mariana di Papa Francesco trova nel contesto di Fátima un luogo «ideale» per manifestarsi con tutto il suo vigore. Nella città portoghese, infatti, dove il culto della Madonna è particolarmente sentito, l’amore per Maria, tratto caratteristico dei fedeli dell’America latina, è il segno forte di un pellegrinaggio che intende lanciare un messaggio di pace in un mondo percorso da conflitti e tensioni.
Dal «Times» al «New York Times», dal «Guardian» al «Los Angeles Times» emerge con evidenza il significato di un viaggio che, richiamando la dimensione mariana, punta a ribadire l’urgenza di abbattere i muri e di superare le divisioni .
Il «Los Angeles Times» pone l’accento sul fatto che nella preghiera recitata nella cappella delle apparizioni, Francesco ha invitato i fedeli a seguire le orme dei poveri pastorelli diffondendo il messaggio di pace e di giustizia anche e soprattutto in tempi di guerra.
L’articolo del «Guardian» cita una pellegrina, Elisabete Fradique Conçeicão, la quale ricorda che è la seconda volta che si trova a Fátima in occasione della visita di un Papa: «La prima volta è stata con Giovanni Paolo II. È un’emozione fortissima che continua e che serve a rinsaldare la mia fede sulla base della devozione mariana», afferma.
Ricorda Mimmo Muolo su «Avvenire« che Francesco è il quarto Papa a venire a Fátima. Dopo quel 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II si è recato tre volte nella città mariana. «Quello era il tempo della guerra fredda, della minaccia nucleare, dell’impero comunista che cercò di far tacere un Papa scomodo» scrive l’inviato. Oggi molto è cambiato, «ma non tutto». Perché al di là delle differenze dettate dalle contingenze storiche, c’è sempre il bisogno di invocare la Vergine, «trionfo sull’assalto del male».
Il «Corriere della Sera», nell’articolo di Gian Guido Vecchi, sottolinea che nella preghiera formulata nella cappella delle apparizioni Francesco ha parlato della «Chiesa vestita di bianco», come a riprendere, rileva l’inviato, l’interpretazione simbolica che ne diede Joseph Ratzinger, la «via Crucis» del ventesimo secolo, l’immagine del vescovo in bianco a richiamare i «diversi Papi» che hanno condiviso le sofferenze di «un secolo di martiri», di «sofferenze e persecuzioni della Chiesa», delle due guerre mondiali e di «molte guerre locali». L’inviato del «Corriere della Sera» evidenzia poi che il Papa, nel raccomandare ai fedeli il culto di Maria, ha citato Paolo VI: «se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani».
Ma nello stesso tempo Francesco, sottolinea l’articolo, ha messo in guardia dalle deviazioni «fatimiste», dagli eccessi devozionali che rischiano di contaminare una fede vissuta in modo semplice e autentico.
Intervistato da «La Croix» per il numero speciale dedicato al centenario delle apparizioni, il rettore del Santuario di Fátima, Carlos Cabecinhas, ha ribadito la grande attualità dell’appello di Fátima a pregare per la pace nel mondo: «Le apparizioni sono avvenute durante la prima guerra mondiale. Oggi viviamo in quella che Papa Francesco chiama “terza guerra mondiale a pezzi”».
Interrogato sulle sue aspettative riguardanti la visita di Francesco, il rettore osserva come, scegliendo di non andare in altri posti del paese durante la sua visita, il Papa abbia voluto «dimostrare che veniva come pellegrino in mezzo agli altri pellegrini». Da Francesco «aspettiamo parole profetiche» sottolinea il rettore.
Evidenzia il direttore dell’agenzia di stampa «I.Media», Aymeric Pourbaix, che a essere al centro dell’attenzione sono i due giovani veggenti, Francesco e Giacinta Marto. Due bambini «illetterati e morti molto giovani in un villaggio delle periferie del Portogallo ma che diventano santi della Chiesa cattolica». Essi sono così «fra i primi bambini canonizzati che non sono martiri». Papa Francesco li indica come esempio perché «come ha detto il cardinale Pietro Parolin venerdì sera, la preghiera umile e perseverante dei più poveri è un’arma estremamente efficace contro il male».
Per l’occasione Massimiliano Valenti del quotidiano spagnolo «La Razón» ha intervistato Giacinta Marto, 74 anni, la nipote dei due nuovi santi che vive ancora a Fátima. «Non siamo degni del regalo che Dio ci ha fatto» dice sorridendo Giacinta, consapevole che la sua famiglia da oltre un secolo è al centro dell’attenzione del mondo, questa settimana in particolare». Jacinta, la sua omonima, è stata la prima a dire che Nostra Signora le era apparsa. «E quando domandavano a mia nonna come fosse andata — racconta — lei rispondeva sempre nello stesso modo: “I miei figli non sono bugiardi, li ho educati io. Se dicono che l’hanno vista, sono certa che l’hanno vista davvero”».

L'Osservatore Romano, 13-14 maggio 2017