sabato 27 maggio 2017

Sala stampa della Santa Sede
Questa mattina, alle ore 10, il Santo Padre Francesco incontra i Vescovi della Liguria, il Clero, i Seminaristi e i Religiosi della Regione, i Collaboratori Laici della Curia e i Rappresentanti di altre Confessioni nella Cattedrale di San Lorenzo. All’ingresso, il Papa sarà accolto dai Membri del Capitolo della Cattedrale. Dopo l’indirizzo di saluto del Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, il Santo Padre risponderà ad alcune domande che gli saranno rivolte.
Al termine, Papa Francesco, si trasferirà in auto al Santuario della Guardia per incontrare i giovani della Missione Diocesana.
CATTEDRALE DI SAN LORENZO
Il Duomo della città di Genova 
La Cattedrale di San Lorenzo a Genova fu ricostruita nel IX secolo in sostituzione della precedente Basilica dei dodici Apostoli. La ricostruzione della Cattedrale di S. Lorenzo a Genova fu eseguita seguendo lo stile del periodo e cioè in forme romaniche.
Purtroppo nel 1296 un tremendo incendio distrusse parte dell'edificio ma venne prontamente restaurato e ricostruito nelle parti andate distrutte. Il XIV secolo fu fondamentale per il completamento della facciata ed il rifacimento dei colonnati interni coi capitelli e i falsi matronei, aggiungendo qualche elemento gotico secondo il periodo. Dell'edificio originario della Cattedrale di San Lorenzo a Genova rimangono solo alcune tracce della chiesa romanica, come i fianchi con i portali laterali di San Giovanni e di San Gottardo. Per quanto riguarda invece i piccoli interventi avvenuti in seguito secondo lo stile gotico, possiamo ammirare la fascia inferiore della facciata principale con dei bassorilievi che rappresentano scene tratte da testi sacri, letteratura medievale e bestiari. Da ammirare la lunetta situata sopra il portale principale della Cattedrale di San Lorenzo a Genova, su questa sono rappresentati Cristo in maestà tra i simboli degli evangelisti e il Martirio di San Lorenzo.
Ritenuta più sicura della primitiva cattedrale di S. Siro, in quanto situata all'interno della cinta muraria dell'864, la prima chiesa dedicata a S. Lorenzo assume il titolo di cattedrale nel X secolo. Nel 1099 si dà inizio ad un nuovo e più consono edificio, la cui parte absidale viene consacrata da papa Gelasio II nel 1118, mentre la costruzione dei muri laterali con i bei portali scolpiti, dedicati a S. Giovanni e a S. Gottardo, prosegue sino al 1160. I tre splendidi portali della facciata, decorati ad intarsi di marmo policromo e stipiti scolpiti con Storie della Vergine, per le analogie con quelli delle Cattedrali di Rouen e Chartres, sono riconducibili a maestranze franco-normanne duecentesche, costituendo l'esempio più interessante di gotico francese in Italia.
La costruzione del Duomo, protraendosi per secoli con l'intervento di artisti pisani, lombardi e francesi, ha dato origine a una particolarissima commistione di stili, visibile soprattutto nella bicroma facciata: la statua di Santo con meridiana, detta "L'Arrotino", è gotico-francese, i leoni stilofori sono di scuola antelamica, il rosone risale al XV secolo, le due torri, di cui un’incompiuta, sono quattro-cinquecentesche. L'interno, a tre navate scandite da colonne e capitelli romani di reimpiego, deve la sua attuale veste al rifacimento successivo all'incendio del 1296: in tale occasione, con un'ardita opera di puntellatura, si ricostruisce la parte inferiore con archi gotici a sesto acuto, mantenendo i soprastanti archi romanici a tutto sesto. Nel complesso, la chiesa mantiene in ogni modo la nuda solennità medievale, accentuata dalla spoglia decorazione parietale, della quale resta un importante affresco nella lunetta della controfacciata (Giudizio Universale, secolo XIV). La maggiore delle cappelle laterali è dedicata a S. Giovanni Battista, patrono della città, le cui presunte reliquie, giunte a Genova a seguito delle crociate, vi sono conservate in una pregevole urna trecentesca, realizzata da maestranze normanne; opera scultorea quattrocentesca di G. Gaggini, la cappella è arricchita da alcune pregevoli statue del Sansovino. Risalgono invece al Cinquecento la cappella Lercari, al termine della navata sinistra, interamente affrescata da L. Cambiaso e G.B. Castello "il Bergamasco", la sobria cupola di G. Alessi ed il presbiterio con pregevoli stalli lignei intarsiati. Interessante, inoltre, nel presbiterio, sull'altare il gruppo bronzeo della Madonna, Regina di Genova, con alla base un bassorilievo della pianta della città e nel catino absidale affreschi di L. Tavarone, tra cui il "Martirio di S.Lorenzo". Nota a tutti i Genovesi è la vicenda legata alla bomba, collocata all'inizio della navata destra: il 9 febbraio 1941 colpì la Cattedrale, distruggendone parte delle coperture ma rimanendo provvidenzialmente inesplosa. Dalla Sagrestia si può accedere al pregevole Museo del Tesoro di S.Lorenzo.
IL MUSEO DEL TESORO DI SAN LORENZO
Sacro catino. Il Tesoro della Cattedrale di S. Lorenzo, senza dubbio uno dei musei più amati della città di Genova, è nato nel 1956 su progetto dell'architetto Franco Albini, e costituisce, nel campo della museologia moderna, un capolavoro riconosciuto sul piano internazionale. La particolarità degli ambienti sotterranei in pietra grigia, che richiamano le costruzioni a "Tholos" del mondo miceneo, suscita grande emozione nel visitatore: il suo sguardo viene guidato nella magica penombra alla scoperta di opere d'arte di innegabile fascino, altissima qualità artistica, forte valenza simbolica. Gli oggetti narrano al visitatore storie che sconfinano nella leggenda: il Sacro Catino, giunto a Genova come bottino di guerra, già nel XII secolo, e per sempre ammirato e celebrato come reliquia dell'Ultima Cena di Cristo, nonché cuore del museo; il Piatto di San Giovanni, opera antica decorata da una testa del Precursore in oro e smalti, che la tradizione vuole abbia accolto la testa del Battista; la bizantina Croce degli Zaccaria, custodia di un frammento Croce degli Zaccaria della Vera Croce utilizzata dagli Arcivescovi di Genova per benedire il Doge eletto; le Casse processionali di San Giovanni Battista e del Corpus Domini, veri e propri capolavori di argenteria e oreficeria quattro-cinquecentesca. Fonti luminose, appositamente disposte, guidano lo sguardo del visitatore alla scoperta degli oggetti e magicamente li valorizzano nella penombra dei locali sotterranei. Il Museo non si lascia possedere e comprendere con un unico sguardo: brevi corridoi conducono a un piccolo atrio su cui prospetta un primo ambiente circolare; poi una stanza centrale, di forma irregolare, su cui si innestano altri tre ambienti circolari, di dimensioni sempre maggiori. L'effetto complessivo è di grande suggestione, non solo per la forza e la novità della concezione, ma anche per la varietà e la complessità dei rimandi culturali e tipologici. Un'ambientazione, insomma, coerente con l'origine e la natura delle opere che compongono il Museo del Tesoro della Cattedrale di Genova.
Visita al Coro Cinquecentesco. All’esecuzione del monumentale Coro ligneo, da oggi accessibile anche al visitatore, utilizzato dal Capitolo dei Canonici e restaurato da Santo Varni nel 1860-66, contribuirono Anselmo de' Fornari (1514) con l'aiuto di Elia de Rocchi, Giovanni Michele de Pantaleoni (1527) con Giovanni Piccardo, Gian Francesco Zambelli (1540-46), Gaspare Forlani (1564). Nelle spalliere intarsiate degli stalli e nei pannelli collocati lungo le pareti del presbiterio sono raffigurate Storie di San Lorenzo, di San Siro, di Mosè, del Battista, della Vergine, di San Sebastiano, di Cristo e di San Giorgio. Il terzo ordine di stalli e la cattedra episcopale sono datati intorno al XVII secolo; il leggio è ottocentesco, eseguito su disegno del Varni.
Visita al Loggiato della Cattedrale. Dalla scala a spirale della torre campanaria, invece, il visitatore, dopo una breve sosta nella Tribuna del Doge, da cui la massima autorità cittadina poteva assistere alla Santa Messa, può raggiungere il Loggiato quattrocentesco, opera di Giovanni Di Gandria. Proseguendo il cammino di gronda, in direzione di Palazzo Ducale, l'itinerario termina con la vista dall'alto del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo e il passetto aereo, utilizzato dal Doge, che collega tutt'oggi la Cattedrale a Palazzo Ducale.