venerdì 26 maggio 2017

Italia
Tema al centro dell’assemblea generale. Responsabili del futuro dei giovani
L'Osservatore Romano
Se la settantesima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), svoltasi in Vaticano dal 22 al 25 maggio, ha segnato soprattutto l’elezione del nuovo presidente nella figura del cardinale arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, non vanno dimenticati gli altri temi che hanno contraddistinto l’incontro, a cominciare da quello dei giovani. Nel comunicato finale si sottolinea come ai giovani, più precisamente «alle modalità con cui raggiungerli con la proposta cristiana, all’incidenza della fede nella vita, al rapporto con la cultura e con la dimensione ecclesiale e missionaria», l’assemblea ha dedicato l’attenzione principale, «nella fiducia del contributo che la Chiesa può ricevere da loro e, nel contempo, nella consapevolezza della responsabilità di offrire loro il Vangelo quale incontro per una vita buona e riuscita».
Sullo sfondo degli orientamenti pastorali del decennio, il prossimo sinodo dei vescovi («I giovani, la fede e il discernimento vocazionale») è avvertito dalla Cei come una grande opportunità che richiede l’assunzione di alcune scelte precise: «L’ascolto dei giovani, per comprenderne i linguaggi, valorizzarli e discernere le vie con cui generare alla fede; la formazione, il riconoscimento e la riconoscenza di animatori che siano educatori, pronti a rapportarsi con il mondo della scuola, dello sport, della musica; l’attenzione ad alimentare nei presbiteri, specie in quelli giovani, la passione e la cura per le nuove generazioni». La questione giovanile — è stato osservato — chiama in gioco la maturità degli adulti, la loro capacità di essere testimoni credibili, in grado di «affascinare, suscitare interrogativi, accompagnare e dare ragioni di vita». I lavori di gruppo hanno ribadito l’importanza di questa presenza negli ambienti dei giovani, «disposti per quanto possibile a farsi anche carico dei segnali di disagio che si manifestano nei tanti che abbandonano la scuola, sono disoccupati e inattivi; privi persino della disponibilità a cercare ancora, restano vittime della solitudine». Di particolare rilevanza sono avvertite le esperienze in ambito caritativo e missionario: «Il coinvolgimento personale crea le condizioni migliori nel giovane per aprirsi alle domande più vere e profonde e affrontare un percorso di conversione».
Tra gli altri temi affrontati, figurano il dramma della disoccupazione «con le responsabilità della politica e di un’economia scivolata nella finanza», la questione ambientale, «segnata dall’inquinamento di diverse aree del territorio e dal ritardo tanto nella bonifica, quanto nell’assunzione di un’ecologia integrale», l’opera educativa e solidale «a cui si è interpellati dalle continue migrazioni come dalle diverse forme di povertà che minano le famiglie». Non è mancato il riferimento ai presbiteri, dettato dal riconoscimento del loro servizio generoso alla gente. In questa prospettiva è stato presentato il «Sussidio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente»: frutto del lavoro collegiale dei pastori, offre proposte qualificate e percorsi di comunione con cui realizzarle. I vescovi hanno inoltre provveduto alla ripartizione e all’assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille dell’Irpef per l’anno 2017.
Fra le nomine, da ricordare l’elezione del vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, a vice presidente della Cei per il Sud Italia, e di don Gianni De Robertis a direttore generale della Fondazione Migrantes.
L'Osservatore Romano, 26-27 maggio 2017