mercoledì 17 maggio 2017

Italia
Scuole paritarie, scontro tra il M5S e i vescovi
La Repubblica
(Paolo Rodari) La luna di miele è già finita. A meno di un mese dall' intervista di Avvenire a Beppe Grillo letta da più parti come un primo tentativo di avvicinamento della Chiesa al Movimento 5 Stelle, è lo stesso quotidiano dei vescovi italiani a bocciare sonoramente le proposte dei pentastellati sulla scuola, e in particolare l'idea di togliere i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie.
Punta sul vivo, ovvero sui 7 miliardi che secondo Avvenire lo Stato risparmia grazie alle paritarie - «574 milioni di spesa a fronte di 7 miliardi di risparmio», spiega il quotidiano della Cei riportando un calcolo di qualche anno fa fatto dall' Associazione genitori scuole cattoliche - la Chiesa reagisce lasciando da parte le avances mosse meno di un mese fa e mette in evidenza il giudizio negativo espresso dal sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi: «Per noi la libertà educativa è di primaria importanza».
Per Avvenire se la proposta dei 5 Stelle avesse un futuro i danni alle famiglie sarebbero notevoli. Sul piatto, infatti, c'è anche la possibilità concreta per le stesse famiglie di detrarre il 19 per cento delle spese per l' iscrizione alle paritarie, fino a un tetto massimo di 564 euro, limite che si alzerà progressivamente fino a 800 euro nel 2019. Il quotidiano della Cei: "Lo Stato grazie alle paritarie risparmia sette miliardi di euro, a fronte di una spesa di 574 milioni di euro" Già meno di un mese fa, a onor del vero, i vertici della Cei si erano affrettati a fare retromarcia coi 5 Stelle. Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, aveva dovuto specificare che erano soltanto «opinioni personali» le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere nelle quali spiegava perché i grillini e i cattolici avessero molto in comune. Una smentita richiesta dall' alto nonostante non sia un mistero per nessuno che, in effetti, non sono pochi i cattolici pronti a votare per Grillo. 
Fra i vescovi, in ogni caso, nessuno vuole concedere un endorsement a Grillo come la Cei di Ruini concesse de facto anni fa a Berlusconi. La linea è oggi una: non stare con nessuno pur non essendo a priori contro nessuno. Così vuole anche Francesco. Così hanno imparato a volere i vescovi. Fra meno di una settimana i vescovi potrebbero già avere un nuovo presidente. Non è escluso, infatti, che se già il primo giorno dei lavori dell' assemblea generale della Cei (si apre lunedì 22) verrà consegnata una terna di nomi al Papa, questi non indichi subito il nome del successore del cardinale Bagnasco. Ma soltanto a elezione avvenuta vescovi e politici cattolici potranno valutare eventuali nuove strade da percorrere fino alle prossime elezioni politiche.