venerdì 19 maggio 2017

Italia
Minori soli, Italia prima nella Ue
Avvenire
(Daniela Fassini) La denuncia dell' Agenzia delle Nazioni Unite fotografa il dramma di tanti bambini in viaggio verso la speranza senza madre e padre, a volte con un fratello poco più grande Mai così tanti minori soli. È l' allarme dell' ultimo rapporto Unicef: l' Italia è il primo Paese in Europa col maggior numero di piccoli migranti non accompagnati. Il 92% di minori che hanno attraversato il Mediterraneo centrale e raggiunto le nostre coste, lo hanno fatto da soli, senza familiari. Non hanno avuto cioè un padre o una madre che li accompagnava e se c' era qualcuno che si prendeva cura di loro era magari il fratello, poco più grande, molte volte anche lui minorenne.
In tutto il mondo, il numero di bambini migranti non accompagnati nel 2015-2016 ha raggiunto livelli record: 300mila minori registrati in 80 Paesi, oltre 4 volte in più rispetto ai 66mila documentati tra il 2010 e 2011. Più della metà, 170mila, ha chiesto protezione in Europa. Il Rapporto 'Un bambino è un bambino-Proteggiamo i bambini in fuga da violenze, abusi e sfruttamento' scatta la fotografia dei bambini rifugiati e migranti, le motivazioni dietro ai loro viaggi e i rischi che affrontano lunga la strada. 
Un' immagine triste e drammatica. Resa ancora più difficile dai muri e dalle progressive misure di respingimento. Intere famiglie e bambini bloccati in Paesi in cui non vogliono stare, spesso costretti a vivere in scarse condizioni igienico-sanitarie. Unicef conferma che un numero in aumento di bambini sta percorrendo rotte sempre più pericolose, spesso in balia dei responsabili di traffico e di tratta, per raggiungere le loro destinazioni. Il 75% di chi ha tra 14 e 17 anni giunto in Italia ha riferito di essere stato detenuto o costretto a lavorare. «Anche un bambino che fugge da solo è troppo, e, già oggi, il numero di bambini che si mettono in viaggio da soli è sconcertante», ha dichiarato Justin Forsyth, vice Direttore Generale dell' Unicef. «Responsabili di traffico e di tratta senza pietà stanno sfruttando le loro vulnerabilità per un guadagno personale, aiutando i bambini a superare i confini solo per venderli e costringerli alla schiavitù e alla prostituzione forzata. È immorale il fatto che non stia- mo difendendo adeguatamente i bambini da questi sfruttatori». 
Nel rapporto è stata inserita anche la storia di Mary, ragazza di 17 anni non accompagnata dalla Nigeria, che ha subito il trauma della tratta in prima persona durante il terribile viaggio attraverso la Libia per arrivare in Italia. Nel descrivere il suo trafficante, che le ha offerto aiuto, ha dichiarato: «Ha sempre detto che ci avrebbe trattato bene e che saremmo stati al sicuro. Non era vero. Era una bugia». Mary è stata bloccata in Libia per più di tre mesi ed è stata abusata: «Mi ha detto che se non avessi dormito con lui non mi avrebbe portata in Europa. Mi ha violentata». 
Alla vigilia del G7 di Taormina, l' Unicef chiede ai Governi di adottare un' agenda di sei punti di azione per proteggere i bambini rifugiati e migranti e assicurare il loro benessere. La Ong delle Nazioni unite chiede di porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti asilo, di tenere unite le famiglie e dare loro il riconoscimento di uno status legale, accesso allo studio e ai servizi sanitari. Chiede inoltre di «intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati». «Questi bambini hanno bisogno di impegni reali da parte dei Governi di tutto il mondo» sostiene Forsyth. L' Unicef si rivolge anche all' opinione pubblica con la petizione 'Per ogni bambino perduto'. Perchè anche da qui deve partire la solidarietà nei confronti dei bambini sradicati da guerre, violenze e carestie. 
«Ci rivolgiamo all' Unione europea per chiedere la protezione dei diritti e l' accesso ai servizi di base per i minorenni rifugiati e migranti » spiegato il Presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera. Si rivolge all' Ue anche l' appello di Sandra Zampa, vicepresidente della Commissione Infanzia e prima firmataria della legge sui minori migranti non accompagnati. Letto il rapporto Unicef, Zampa chiede all' Europa «di spalancare le sue porte ai tanti bambini soli che scappano da guerre e fame in cerca di futuri». La legge è un primo passo ma non basta. «Dobbiamo tutti fare di più e farlo insieme» aggiunge la democratica.