venerdì 26 maggio 2017

Italia
Papa Francesco ha nominato monsignor Angelo De Donatis Vicario della Diocesi di Roma. Discorso di saluto e ringraziamento
Sala stampa della Santa Sede
La nomina del Santo Padre è stata annunciata questa mattina (venerdì 26 maggio 2017) alle ore 12, dal cardinale vicario AGOSTINO VALLINI, nella sala al terzo piano del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma. Nato il 4 gennaio 1954 a Casarano (Lecce), monsignor DE DONATIS, che è stato elevato in pari tempo alla dignità di arcivescovo, dal 14 settembre 2015 era vescovo ausiliare della diocesi di Roma. Nella Quaresima del 2014 aveva tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali della Curia Romana. Inizierà il mandato di vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma il prossimo 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo patroni di Roma
Il Santo Padre FRANCESCO ha nominato vicario generale della diocesi di Roma monsignor ANGELO DE DONATIS, dal 14 settembre 2014 vescovo ausiliare della diocesi di Roma, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile. Il cardinale vicario AGOSTINO VALLINI ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (venerdì 26 maggio 2017), nella sala al terzo piano del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Erano presenti il vicegerente, i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti e il personale del Vicariato. Il Santo Padre ha così accolto la rinuncia presentata dal cardinale VALLINI, che ad aprile ha compiuto 77 anni, per raggiunti limiti di età.
«“Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso”». Ha aperto il suo intervento di saluto e ringraziamento citando la Prima Lettura dell’odierna liturgia (At 18,9-18), l’arcivescovo ANGELO DE DONATIS che ha subito aggiunto: «Iniziare questa giornata con questa Parola è stato proprio liberante. L’ho sentita piena di Spirito Santo».
Di seguito il discorso integrale.
«All’inizio del mio mandato desidero salutarvi con molto affetto. Sento il bisogno di condividere con tutti i fedeli e il presbiterio della nostra diocesi i sentimenti che ho nel cuore.
Vorrei prima di tutto ringraziare il cardinale AGOSTINO VALLINI. Ho ancora nel cuore l’abbraccio che egli mi ha dato, è un dono che conservo insieme alla benedizione ricevuta dal Papa. A Lui il mio grande grazie per come mi sono sentito accompagnato e nutrito dal suo Magistero in questi quattro anni.
Papa FRANCESCO ha detto scherzosamente una volta: “Solo se si hanno seri problemi psichiatrici si può aspirare a diventare Papa!” Ecco… riguardo al diventare vicario di Roma, vi assicuro che io non ho mai avuto di questi problemi psichiatrici!
Accolgo questa chiamata del Signore e della Chiesa con umiltà profonda e sincera, consapevole dei miei peccati e dei miei limiti, e mi metto nelle sue mani. Solo il suo amore fedele e il suo perdono, sempre generoso, sono il motivo per cui si può dire di sì e conservare la fiducia, nonostante tutto, nonostante se stessi.
So che mi è chiesto (ancora di più) di essere padre. Chiedo a Dio il dono di esserlo sempre, di esserlo con tutti. Il mio servizio sarà annunciare la Misericordia di Dio, con la parola e con la vita. È la Misericordia la Pentecoste dei nostri giorni, la nuova e perenne Effusione dello Spirito Santo! Ritengo di non sapere altro che “Cristo e questi crocifisso”, sacramento della Misericordia di Dio per tutti.
Chiedo al Signore di ascoltare sempre… Sono chiamato in particolare a custodire e promuovere la comunione ecclesiale. Questa comunione è il frutto più bello della misericordia. Possiamo riscoprirci figli amati da sempre da Dio, fratelli che hanno in comune l’esperienza della debolezza e della Grazia. Siamo e saremo sempre dei misericordiati! È questa la sorgente della nostra gioia, della dolce gioia di stare insieme e di evangelizzare!
In questi anni, dal mio punto di osservazione, che è quello di chi ha accompagnato nel cammino tanti fratelli, soprattutto preti, ho avuto la possibilità di contemplare i grandi miracoli di cui è capace la Grazia. Il Signore è fedele e agisce! Per questo possiamo non perdere la speranza, possiamo sempre avere la fiducia di ritrovarci tra le braccia del Padre, accanto a Cristo, a Maria e a tutti i nostri fratelli.
Guidati dal nostro vescovo, Papa FRANCESCO, stretti intorno a lui, seguiamo il Signore. Egli ci inviterà ancora una volta a prendere il largo, a farci vicini, amici e solidali con tutti gli abitanti di questa città di Roma.
Un biglietto che recentemente ho ricevuto, esattamente per la Pasqua di quest’anno, mi ricordava che per un vescovo due sono le cose da tenere bene a mente: l’autorevolezza consiste nell’amore, la forza di persuasione nel martirio.
Sono convinto che ci custodirà la preghiera del cardinale VALLINI, espressione della sua paternità, del suo aiuto e della sua disponibilità, la preghiera del Papa emerito BENEDETTO XVI e del cardinale CAMILLO RUINI. Chiedo fin d’ora la preghiera di tutti voi. Chiedo dal cielo la preghiera d’intercessione di tutti quei vescovi, preti, consacrate e laici che hanno reso bella la vita della nostra diocesi. E non posso non sentire in questo momento dal cielo tutta la benedizione di san GIOVANNI PAOLO II, che ho avuto tante volte la gioia di incontrare da vicino, e anche la paternità, l’amicizia e l’affetto del cardinale UGO POLETTI che mi ha accompagnato per tanti anni e del quale ho detto spesso una frase che mi ripeteva: “Angelo, ricordati che la diocesi, la nostra diocesi, non è una macchina da far camminare ma una famiglia da amare!”. Chiedo in particolare la protezione di Maria, Salus Populi Romani, Madre della Fiducia, Madre della Perseveranza, dei Santi Pietro e Paolo, non a caso ci sarà il passaggio in questa festa, e naturalmente di san Filippo Neri.
Lunedì scorso il Papa ci ha detto alla Cei che noi vescovi siamo tutti un po’ bravi e un po’ stupidi! Chiedo fin da adesso perdono per la mia stupidità. Assicuro a tutti la mia preghiera».
L’arcivescovo DE DONATIS ha quindi concluso il suo intervento invitando tutti i presenti a recitare insieme a lui una preghiera mariana scritta da don ANDREA SANTORO, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma ucciso nel 2006 in Turchia.
Monsignor DE DONATIS - che inizierà il suo mandato di vicario generale il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro Paolo, patroni di Roma - è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli. Era vescovo ausiliare dal 14 settembre 2015, nominato da Papa FRANCESCO specificamente per la cura del clero di Roma, alla sede titolare di Mottola. La nomina episcopale era stata annunciata dal cardinale vicario AGOSTINO VALLINI ai sacerdoti riuniti nella basilica di San Giovanni in Laterano per il tradizionale incontro di inizio dell’anno pastorale. Come si ricorderà, fu stato proprio Papa FRANCESCO a presiedere la Messa per l’ordinazione episcopale, celebrata il 9 novembre 2015 nella basilica di San Giovanni in Laterano. In quell’occasione il Papa aveva detto esplicitamente: «Nella Chiesa di Roma vorrei affidarti i presbiteri, i seminaristi. Tu hai questo carisma!». Accanto a Papa FRANCESCO, i co-ordinanti sono stati il cardinale vicario AGOSTINO VALLINI e il cardinale BENIAMINO STELLA, prefetto della Congregazione per il clero. E Alla consegna dell’anello episcopale, il Papa ricordò al nuovo presule: «Non dimenticarti che prima di questo anello c’era quello dei tuoi genitori… difendi la famiglia». La famiglia come luogo in cui si fa esperienza d’amore, lo stesso che monsignor DE DONATIS ha citato nel proprio motto episcopale: “Nihil Caritate dulcius” (Nulla è più dolce dell’amore). Le parole sono tratte dal “De officiis ministrorum” di Sant’Ambrogio, dove si legge: “Sia tra di voi la pace che supera ogni sentimento. Amatevi gli uni gli altri. Nulla è più dolce dell’amore, nulla più gradevole della pace”. Per molti sacerdoti della diocesi, DE DONATIS è stato in questi anni una preziosa guida spirituale e dal 1° settembre 2014 era incaricato diocesano del Servizio per la formazione permanente del clero, che aveva rilanciato con la collaborazione di alcuni sacerdoti, promuovendo iniziative di vario tipo.
Nato il 4 gennaio 1954 a Casarano (Lecce), nella diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor ANGELO DE DONATIS è stato alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Compiuti gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici alla Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma.
Dal 1980 al 1983, è stato collaboratore nella parrocchia di San Saturnino e insegnante di religione; dal 1983 al 1988, vicario parrocchiale della medesima parrocchia; dal 1988 al 1990, addetto alla Segreteria Generale del Vicariato come collaboratore del vicegerente Giovanni Marra e vicario parrocchiale nella parrocchia della Santissima Annunziata a Grottaperfetta; dal 1989 al 1991, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore Spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore; dal 2003, parroco in San Marco Evangelista al Campidoglio, incaricato del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero.
È membro del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990. Dall’aprile 2016 è rettore della chiesa di San Sebastiano al Palatino e da dieci anni è assistente spirituale dell’associazione Don Andrea Santoro.
Nella Quaresima del 2014 ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi Spirituali della Curia Romana.
26 maggio 2017