martedì 30 maggio 2017

Italia
Gli ebrei salvati dal collegio portoghese
L'Osservatore Romano
«Casa della Vita» (Life House) è l’onorificenza che viene conferita il 30 maggio, su iniziativa della fondazione Raoul Wallemberg, al Pontificio collegio portoghese di Roma, per aver dato accoglienza a tante persone, in prevalenza ebree, perseguitate dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale.
Alla cerimonia partecipa, tra gli altri, il presidente della Conferenza episcopale portoghese, il cardinale Manuel Clemente, patriarca di Lisbona: tra i presenti, anche Luigi Priolo, che trovò rifugio nel collegio dal dicembre 1943 al giugno 1944, e che è stato segretario generale del senato d’Italia. In una dichiarazione all’agenzia Ecclesia, il rettore dell’istituto, José Fernando Caldas, ha ricordato — a conferma dell’impegno sempre profuso dal Pontificio collegio in difesa degli ebrei — che padre Joaquim Carreira, vicerettore dal 1940 al 1954, è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni nel 2010. Durante la seconda guerra mondiale Pio XII lanciò un forte appello alle diverse congregazioni religiose affinché offrissero accoglienza a tutti coloro che erano fatti oggetto di minacce e persecuzioni: un appello, come evidenzia padre Caldas, subito accolto dal collegio portoghese il cui rettore, all’epoca, era monsignor Carreira. Furono più di quaranta coloro ai quali l’istituto, nel 1943 e nel 1944, garantì protezione: tra questi figuravano, oltre agli ebrei, socialisti ed esponenti della resistenza antifascista. Pur sapendo che nascondere persone perseguitate dal regime nazista avrebbe messo a rischio la propria vita, tutti coloro che operavano nell’istituto non vennero mai meno alla loro nobile missione usando sempre i dovuti accorgimenti affinché le persone accolte nel collegio non venissero scoperte, durante i controlli e i rastrellamenti, dagli ufficiali delle SS. 
L'Osservatore Romano, 30-31 maggio 2017