lunedì 22 maggio 2017

Tv2000
P. Ruffini  -  L. Brunelli
Sulla strage fascista in Etiopia Tv2000 ha realizzato un docu-film d’inchiesta. Ruffini-Brunelli: “Nostro lavoro ha messo fine al silenzio”. “L'annuncio, ufficializzato in un comunicato diffuso domenica pomeriggio, riempie di soddisfazione noi e tutti coloro che hanno sentito come un dovere l'accertamento della verità su questo orrendo crimine di guerra”. Così il direttore di Rete di Tv2000, Paolo Ruffini e il direttore dell’informazione, Lucio Brunelli hanno commentato la decisione del Ministero della Difesa di costituire una commissione di studio sull'eccidio dei cristiani copti compiuto dal regime fascista nel monastero di Debre Libanos in Etiopia, nel maggio 1937, esattamente 80 anni fa.
“Da oltre un anno Tv2000 – aggiungono Ruffini e Brunelli - è impegnata in un ostinato lavoro di ricerca e inchiesta storica per rompere il muro di silenzio che gravava sulla strage di Debre Libanos. Come recita il comunicato del Ministero: ‘In Italia con il silenzio di tutti, durante il fascismo ma anche dopo, l'episodio era stato dimenticato’. Un contributo importante alla conoscenza dei fatti è stato portato dal docu-film firmato dal nostro collega Antonello Carvigiani con la fotografia e la regia di Andrea Tramontano”.
“Trasmesso per la prima volta nel maggio del 2016 – ricordano Ruffini e Brunelli - e replicato più volte sulla nostra emittente, il docu-film è stato proiettato lo scorso 1 dicembre nella Filmoteca vaticana alla presenza di qualificati esponenti della Chiesa cattolica e della Chiesa copta etiope. Fu un momento di grande emozione, per il clima di amicizia che la comune ricerca della verità storica, senza rancori e senza reticenze, aveva favorito fra le due comunità religiose. Alla vigilia dell' anniversario della strage, sabato scorso, in un nuovo speciale realizzato dalla redazione giornalistica del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, sono stati mostrati nuovi documenti rintracciati da Carvigiani negli archivi di Stato. In particolare l'inventario degli oggetti sacri requisiti dagli ufficiali italiani dopo l'esecuzione sommaria di centinaia di monaci, diaconi e semplici pellegrini giustificata come rappresaglia per il fallito attentato del febbraio 1937 al viceré Rodolfo Graziani”.
“Onestà e senso di giustizia – concludono Ruffini e Brunelli - vorrebbero ora che questi beni siano prima ritrovati e poi restituiti alla comunità copta etiope, come un gesto fattivo di riconciliazione”.