venerdì 19 maggio 2017

Italia
Chi è Michel De Certeau?: «Per me il più grande teologo per il giorno d’oggi»
Pontificia Università Gregoriana

Ri-prendere la parola. Michel De Certeau e il secondo volume di Fabula Mistica.
«Fino a pochi anni fa nelle università pontificie era visto quasi come un autore marginale... Oggi vi è una totale riscoperta» (Elmar Salman, teologo benedettino)
Chi è Michel De Certeau? «Per me il più grande teologo per il giorno d’oggi» ha risposto Papa Francesco, lo scorso 2 marzo 2016, ai delegati del Movimento dei Poissons Roses. Proprio lo scorso anno ricorrevano i 30 anni dalla morte di questo gesuita poliedrico, appassionato di antropologia e di spiritualità, di linguistica e di psicanalisi, di storia e di scienze sociali.
Un anniversario coronato dalla pubblicazione dei suoi scritti inediti raccolti in Fabula mistica II. XVI-XVII secolo (Jaca Book, pp. 352). «Abbiamo atteso 30 anni per avere questo testo curato dalla sua discepola ed esecutrice testamentaria Luce Giard - spiega il curatore dell’edizione italiana, Silvano Falcioni. - Si tratta di un volume in piena continuità con il primo dove al centro della narrazione compariranno nuovi personaggi, cari a Certeau, come Cusano, Giovanni della Croce e Pascal. Si è comunque rispettata la volontà dell’autore di non pubblicare mai cose incomplete».
Il volume sarà presentato mercoledì 24 maggio, alle ore 17, presso la Pontificia Università Gregoriana. Interverranno i gesuiti Giuseppe Riggio (Aggiornamenti Sociali, autore di una recente biografia di De Certeau), Fausto Gianfreda (Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi - Napoli) e Paul Gilbert (Facoltà di Filosofia - Gregoriana), oltre a Edoardo Prandi (docente, membro del gruppo di studio “Prendere la parola”) e Giuseppe Bonfrate (Facoltà di Teologia - Gregoriana), moderati dalla prof.ssa Stella Morra (Facoltà di Teologia - Gregoriana).
Proprio la prof.ssa Morra, curatrice di alcune edizione italiane di De Certeau, ci aiuta a comprendere l’importanza di questo autore. «De Certeau si è posto radicalmente la domanda sulla plausibilità del credere oggi. Un uomo contemporaneo, con le sensibilità intellettuali ed emotive proprie di questo tempo, può ragionevolmente dire di credere? E se sì, come?». I due volumi di Fabula Mistica si concentrano sugli autori, soprattutto mistici, che plasmano una nuova lingua per raccontare la fede, dopo l’impatto del mondo medievale con il mondo scientifico. «In queste voci - prosegue Morra - troviamo probabilmente il centro dei molteplici interessi di De Certeau, ossia la storia della spiritualità». E conclude: «Gli autori da lui affrontati accettarono che la fede non è solo un problema di sapere, e che pertanto serviva un linguaggio in grado di parlare non solo agli intellettuali. In questo papa Francesco ha grande consonanza».
IL PARERE
P. Elmar Salmann, OSB su Michel De Certeau

«Con De Certeau ci si apre a scenari nuovi: vi è una visione in grado di leggere il postmoderno, che guarda anche a chi è fuori dalla Chiesa. Vi è a mio giudizio, l’idea di una “grammatica del cristianesimo” che si espone all’anonimato e al mistero dell’assenza di Dio.
Fino a pochi anni fa nelle università pontificie era visto quasi come un autore marginale ed “esoterico”, era quasi impossibile pensare all’idea di un dottorato su De Certeau. Oggi invece vi è una totale riscoperta di questo autore grazie alla sua “erranza” nei saperi e alla sua arte di aver creato una grammatica capace di comprendere in un certo senso la situazione sociale e religiosa del cristianesimo minoritario in Europa».
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