mercoledì 31 maggio 2017

India
Iniziativa in favore di dalit e poveri in una diocesi indiana. Tasse ridotte nelle scuole cattoliche
L'Osservatore Romano
Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti i ragazzi. Per questo il vescovo di Chingleput, Neethinathan Anthonysamy, presidente dell’Ufficio per le caste e le tribù svantaggiate della Catholic bishops’ conference of India (Cbci), ha deciso di promuovere agevolazioni per gli studenti dalit e con difficoltà economiche. Il presule ha fatto distribuire una circolare in tutte le scuole cattoliche della diocesi (situata nel territorio dello stato di Tamil Nadu), invitando gli istituti ad attenersi alle sue disposizioni «senza richiedere ulteriori raccomandazioni da parte delle parrocchie».
Il segretario dell’ufficio, padre Zackarias Devasagayaraj, ha spiegato ad AsiaNews che l’iniziativa rientra «nella politica per l’educazione del 2017 e in quella per i dalit del 2016 della Cbci». Entrambe insistono sul fatto che ai dalit devono essere garantiti sconti sulle rette scolastiche nelle scuole cattoliche.
Secondo il sacerdote, l’esempio virtuoso di monsignor Anthonysamy «dovrebbe essere applicato da ogni diocesi» dell’India, soprattutto per il fatto che la maggior parte delle scuole sono gestite da congregazioni religiose. Il vescovo ha emesso la circolare all’inizio dell’anno accademico, in modo che i dalit possano beneficiare in pieno dell’iniziativa. In particolare il punto 181 del testo stabilisce che «le riduzioni delle tasse devono essere pari al 50 per cento nelle scuole medie tamil e al 25 per cento in quelle inglesi per quegli studenti economicamente fragili e con situazioni speciali, che appartengono alla prima generazione di alunni o i cui genitori non hanno la sicurezza di un lavoro permanente». Il punto 182 riguarda invece gli studenti dalit, «dato che la nostra diocesi è impegnata ad assicurare il sollievo dei dalit in quanto popolo destinatario nel cammino verso il regno di Dio». Al riguardo, «tutti gli istituti educativi devono essere saldi nel concedere una riduzione delle tasse del 60 per cento nelle scuole medie tamil e del 50 per cento nelle scuole medie inglesi agli studenti dalit che provengono da famiglie povere e i cui genitori non hanno un lavoro stabile».
Padre Devasagayaraj sottolinea che «l’educazione è il mezzo più efficace per rafforzare i poveri dalit dell’India». E cita Bhimrao Ramji Ambedkar, considerato il “padre” della Costituzione indiana, il quale diceva «Educare, scuotere, unire». Il segretario dell’Ufficio per le caste e le tribù svantaggiate della Catholic bishops’ conference of India ricorda che per centinaia di anni i dalit sono stati privati dell’istruzione a causa del Manusmriti (il testo sacro che codifica la divisione della società induista) e del sistema delle caste. Perciò «essi hanno bisogno di programmi speciali e concessioni per continuare la formazione». Secondo il sacerdote, «con uno sconto del 60 per cento le scuole locali non subiranno una grande perdita, dato che qui le tasse sono inferiori rispetto alle scuole di lingua inglese». Al contempo, la riduzione del 50 per cento per gli istituti inglesi «incoraggerà molti genitori a mandare a scuola i propri figli, perché l’inglese è uno strumento fondamentale per lo sviluppo dei dalit».
Il Tamil Nadu si segnala anche per l’impegno nel porre fine alla violenza sulle donne. Recentemente l’Associazione delle famiglie francescane dell’India (che include frati, suore e laici francescani) ha lanciato a Hosur e a Krishnagiri, due città dello stato, una campagna di formazione nelle scuole gestite dalla congregazione dei Franciscan Servants of Mary che accompagnano nel percorso di istruzione migliaia di ragazze.
L'Osservatore Romano, 30-31 maggio 2017.