martedì 30 maggio 2017

Germania
Visita in Germania del patriarca Bartolomeo
L'Osservatore Romano
In questo delicato momento storico la comune testimonianza cristiana assume un rilievo particolare nel più generale contesto del rafforzamento della cooperazione a livello mondiale. Da essa, soprattutto dalla volontà di riconciliazione delle memorie, «possono nascere molti frutti spirituali». Ieri, nella prima giornata della sua visita in Germania, il patriarca ecumenico Bartolomeo, partecipando a una cerimonia nella collegiata di Santa Croce (principale luogo di culto evangelico luterano della città di Stoccarda), ha ribadito l’importanza del dialogo fra le Chiese, esaltando l’amicizia esistente fra ortodossi e protestanti tedeschi.
L’arcivescovo di Costantinopoli — in Germania su invito del vescovo Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio della chiesa evangelica, per commemorare insieme il cinquecentesimo anniversario dell’inizio della Riforma — ha incontrato Winfried Kretschmann, governatore del länd del Baden-Württemberg, e successivamente lo stesso Bedford-Strohm, il vescovo Frank Otfried July, guida della comunità evangelica nel Württemberg, e il vescovo di Magdeburg, monsignor Gerhard Feige, responsabile della commissione per l’ecumenismo della Conferenza episcopale tedesca. Quest’ultimo ha messo in evidenza come, laddove il dialogo è stato rifiutato e vige l’esclusione, la coesistenza, la libertà e la pace sono sotto costante minaccia. I cristiani, ha detto Feige, hanno la responsabilità condivisa di «far sentire la loro voce contro tutti i fondamentalismi e nazionalismi». Oggi Bartolomeo riceverà all’università di Tubinga la laurea honoris causa della Facoltà di teologia evangelica, per poi visitare la parrocchia greco-ortodossa di Reutlingen. Giovedì sarà a colloquio con il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier.
L'Osservatore Romano, 30-31 maggio 2017